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Quirinale, sollievo in Parlamento: “Con Mattarella scansiamo il cazziatone”

"Per come lo conosco, Mattarella non ci fara' il cazziatone", scommette Matteo Renzi

30-01-2022 14:56
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ROMA – “Contrapposizioni, lentezze, esitazioni, calcoli di convenienza, tatticismi”. E giu’ applausi. “L’orrore per ogni ipotesi di intese, mediazioni, convergenze, il segno di una regressione”. Applausi. “La sordità delle forze politiche. Lo stallo fatale”. Ovazione. Potrebbe ripetersi la surreale scena del 22 aprile 2013, quando Napolitano, anche lui ‘costretto’ alla rielezione, striglio’ il Parlamento tra gli applausi degli strigliati? In Parlamento i volti mogi e l’aria dimessa danno l’impressione di un destino inevitabile. Ma a sorpresa aleggia la speranza che questa volta non vada come allora.

“Per come lo conosco, Mattarella non ci fara’ il cazziatone“, scommette Matteo Renzi. “Dira’ che aveva altri piani, ma ora e’ a disposizione del Parlamento”. Clemente Mastella confida nell’indole bonaria dei democristiani. “Loro, i parlamentari, applaudiranno a prescindere, questo e’ certo. Ma lui non e’ Napolitano. Noi dicci’ siamo comprensivi“. Lo spettacolo di questi giorni, lo stallo 2022, non si poteva evitare? “E’ stata una settimana da ubriachi, ma l’abbiamo rimessa in piedi”, confessa col sorriso il ministro della Difesa Lorenzo Guerini. “Una settimana amara, amara, amara”, gli fa eco Bersani.

Il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini e’ fiducioso. “C’e’ voluta una settimana, e’ vero. Ma qui si sta scegliendo il presidente della Repubblica, una scelta che condiziona la vita del Paese per sette anni. E poi partivamo da una situazione oggettivamente difficile, con la destra che ha tentato la prova di forza… Sicuramente Mattarella chiedera’ di fare le riforme. Da quello non si scappa”.

“E di cosa dovrebbe rimproverarci?”, si chiede invece Gigi Casciello, deputato di Forza Italia. “Io sono orgoglioso di aver votato Mattarella. Gli abbiamo cambiato i piani? Ma lui ha senso dello Stato. E a chi si lamenta dei tempi lunghi ricordo i casi di Saragat e Leone, che furono eletti dopo piu’ di venti sedute. Si votava a Natale…”.

Alberto Airola, senatore dei M5s, ricorda benissimo il “cazziatone” di Napolitano. “Io non applaudii. E non lo votai, noi stavamo su Rodota’. Oggi come allora dobbiamo prendere atto che il Parlamento e’ questo. Amen. Ci manca la volonta’ di rompere gli schemi. Di scegliere nomi nuovi”. Ma Airola votera’ Mattarella? “No comment”.

Chi invece non ha dubbi e’ Camillo D’Alessandro, di Italia viva. “Mattarella fa bene e ce lo meritiamo il cazziatone. Ma del resto quando hai Conte e Salvini, dove vuoi andare?”. A sera, subito dopo l’elezione, il Transatlantico trabocca di giubilo e sollievo. Pericolo scampato, la legislatura prosegue. Enrico Letta e Giuseppe Conte si abbracciano. Selfie di partito ovunque. Anche gli opposti si attraggono. Maurizio Gasparri abbraccia Vasco Errani. Il cazziatone puo’ attendere. Domani e’ un altro giorno. 

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