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Covid Reggio Calabria, il virologo: “Test rapidi inadatti a screening generale”

coronavirus
"Ancora nessuna notizia dei 92 infermieri da formare per l'emergenza Covid-19 assegnati all'Asp" denuncia alla Dire il componente della task force Covid Fabio Foti
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REGGIO CALABRIA – “I 70.400 tamponi per test rapidi inviati dal governo a Reggio Calabria, della Biocredit Covid-19, non sono adatti per uno screening generale della popolazione, per via di una scarsa sensibilità pari al 50% delle persone asintomatiche. Possono tornare utili in contesti più circoscritti, quali le scuole, negli ospedali, anche ai drive-in, ma sempre indirizzati a soggetti che riscontrano i sintomi ed una volta riscontrata la positività, va comunque effettuato il tampone molecolare”. Così alla Dire il medico e virologo Fabio Foti, componente della task force Covid del Comune di Reggio Calabria.
“D’intesa con il sindaco Falcomatà – aggiuge – abbiamo fatto testare i livelli di performance dei test rapidi della Biocredit che hanno confermato le nostre criticità. Lunedì inoltreremo una richiesta alla Regione Calabria e al commissario alla Sanità Longo per avere i tamponi a fluorescenza di ultima generazione che garantiscono – conclude – maggiore attendibilità per uno screening generale”.

FOTI: “92 INFERMIERI ASSEGNATI AD ASP DI CUI NON ABBIAMO NOTIZIA”

“Una direttiva della struttura commissariale sanitaria della Calabria – informa Foti – ha destinato all’Asp di Reggio Calabria 92 unità di personale infermieristico da formare per l’emergenza Covid-19. Dal 31 dicembre 2020 ad oggi non abbiamo ancora avuto notizia circa l’evoluzione di tale possibilità che potrebbe tornare utile soprattutto nelle scuole, in occasione delle riaperture, istituendo l’infermiere scolastico a supporto in caso contagi”. Come sottolinea il virologo “l’argomento è stato affrontato anche nel corso delle riunioni del tavolo ma non abbiamo avuto una risposta chiara dall’Asp”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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