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Sul filo del rasoio, ma il Conte 3 è ancora possibile

L'editoriale del direttore Nico Perrone per Direoggi
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ROMA – Tutti nel M5S giurano che stasera quando incontreranno il Capo dello Stato dal Movimento ci sarà segnale verde al ritorno in maggioranza di Matteo Renzi e della sua Italia Viva. Se così sarà, a quel punto ci sono due strade possibili: il quadro risulta chiaro, Italia Viva per il momento si accontenta della certificazione ufficiale di forza indispensabile per la maggioranza di Governo, allora sarà possibile dare un pre- incarico esplorativo allo stesso premier uscente, Giuseppe Conte; se invece ci saranno ancora delle resistenze o dei punti critici da smussare, allora meglio un incarico esplorativo di un paio di giorni al presidente della Camera, Roberto Fico, esponente del M5S, per ridefinire il perimetro politico delle forze di maggioranza e ottenere il sì di Renzi ad un Conte 3. In questo caso già lunedì il Capo dello Stato potrebbe chiamare Conte al Colle e affidargli l’incarico di formare il nuovo governo.

Nervi tesi in tutte le forze politiche: “La situazione è delicata – dice un esponente Dem- tutto può accadere, speriamo che nessuno nel M5S ceda alle provocazioni di qualcuno“. Chiaro il riferimento alla pattuglia di Di Battista che non vuole assolutamente Renzi e che farà di tutto per affossare la possibilità di un accordo con Italia Viva. Gli uomini di Di Battista sono già all’opera, stamattina un solerte parlamentare ha presentato una interrogazione contro Renzi, per la sua partecipazione remunerata ad un forum in Arabia Saudita. Atto giudicato ostile dentro Italia Viva: “Ma sappiamo che viene da una parte ben precisa”, dicono i ‘renziani’.

Il Pd aspetta, vuol prima vedere se il M5S rimarrà compatto o no. Perché il secondo tempo di questa crisi di governo sarà altrettanto pieno di ostacoli e non facile. Bisognerà fare i conti con la ‘coperta’ parlamentare, che poterebbe alla fine risultare comunque corta, con il rischio di uscita di alcuni senatori in quota Di Battista. Poi manuale di compensazione alla mano bisognerà dosare la quota di ministri e sottosegretari da assegnare ai vari partiti, con alcuni che rivendicheranno più posti e peso politico, altri che dovranno cedere. Se alla fine il Conte 3 salterà comunque, si passerà al Governo Istituzionale o a quello del Presidente. Ma sarà tutta un’altra partita perché Pd e M5S, al momento, sono per il Conte 3 e hanno detto no ad altre ipotesi.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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