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Yemen, l’Italia revoca export armi ad Arabia Saudita ed Emirati

La vendita autorizzata nel 2016 dal governo Renzi, nel 2017 l'accusa dell'Onu: "Crimini contro l'umanità"
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ROMA – Con un atto che le organizzazioni pacifiste definiscono “di portata storica”, il Governo italiano ha deciso di revocare – e non solo sospendere – le autorizzazioni in corso per l’esportazione di missili e bombe d’aereo verso Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Continua inoltre a rimanere in vigore anche la sospensione della concessione di nuove licenze per i medesimi materiali e Paesi. Lo riferisce Rete Italiana Pace e Disarmo in una nota, ricordando che un simile atto avviene per la prima volta nei trent’anni dall’entrata in vigore della Legge 185 del 1990 sull’export di armi.

Secondo quanto riferisce la Rete, “il provvedimento riguarda almeno sei diverse autorizzazioni già sospese con decisione presa a luglio 2019 tra le quali la licenza Mae 45560 decisa verso l’Arabia Saudita nel 2016 durante il Governo Renzi (relativa a quasi 20mila bombe aeree della serie MK per un valore di oltre 411 milioni di euro)”. Secondo le elaborazioni di Rete Pace e Disarmo e Opal, la revoca decisa dall’esecutivo per questa sola licenza andrà a cancellare la fornitura di oltre 12.700 ordigni.

Nel 2015 una coalizione militare guidata da Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti è intervenuta nella guerra civile yemenita, per fermare la ribellioni degli houthi contro il governo di Sana’a. Un rapporto del Gruppo di esperti delle Nazioni Unite consegnato al Consiglio di Sicurezza nel gennaio del 2017 ha dichiarato che i bombardamenti della coalizione a guida saudita “possono costituire crimini di guerra”. Tra gli ordigni ritrovati dai ricercatori dell’Onu figurano anche le bombe prodotte dalla Rwm Italia.

La decisione del Governo italiano – ricorda ancora Rete pace e disarmo – recepisce la Risoluzione adottata a dicembre scorso dalla commissione Esteri della Camera, che ha impegnato l’esecutivo a prorogare la sospensione all’export di armamenti verso i due Paesi della Penisola arabica. Lo stesso Parlamento Europeo a settembre 2020 ha approvato ad ampia maggioranza una Risoluzione che condannando le azioni di Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti e invita l’Alto rappresentante ad “avviare un processo finalizzato ad un embargo dell’Ue sulle armi” verso gli stessi Paesi.

Ora, aggiunge la Rete, “la revoca di queste licenze conferma la necessità di indagare sulla responsabilità penale dell’Unità per le autorizzazioni dei materiali di armamento (Uama) del ministero degli Affari esteri e dell’azienda Rwm Italia nelle esportazioni di bombe della serie Mk durante il periodo del conflitto, come denunciato alla magistratura da alcune delle nostre organizzazioni ora in attesa di una decisione del Gip di Roma in merito al proseguimento dell’indagine”.

Hanno aderito all’iniziativa della Rete pace e disarmo anche Amnesty International Italia, Comitato Riconversione Rwm per la pace ed il lavoro sostenibile, Fondazione Finanza Etica, Medici Senza Frontiere, Movimento dei Focolari, Oxfam Italia, Save the Children Italia insieme ai partner internazionali European Center for Constitutional and Human Rights e Mwatana for Human Rights.

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