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Fumata bianca dall’incontro tra Riders Bologna e MyMenu sui contratti subordinati

riders sciopero bologna
Tommaso Falchi, portavoce di Riders Union della città emiliana, ha spiegato che l'azienda si è dimostrata disponibile su alcuni punti, ad esempio l'indennità di maltempo e la paga completa anche con differenti contratti. Sospeso quindi lo stato di agitazione
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Fumata bianca dall’incontro svoltosi oggi tra Riders Union Bologna e MyMenu: nonostante l’azienda sia firmataria della Carta dei diritti dei lavoratori digitali, ultimamente si erano aperte delle crepe nelle relazioni con la sigla dei ciclofattorini ma il faccia a faccia di oggi è servito a rasserenare il clima e a impostare il dialogo sul tema dei contratti di lavoro subordinato: “Una novità importante, perché MyMenu è la prima azienda a farli qui a Bologna”, dichiara alla ‘Dire’ il portavoce di Riders Union, Tommaso Falchi.

“Il tavolo è andato bene e siamo soddisfatti”, spiega Falchi: “Ultimamente avevamo riscontrato un po’ di problemi all’interno dell’azienda su alcun punti, con una chiusura rispetto alle nostre richieste e siamo arrivati a far intervenire il Comune e l’assessore al Lavoro, Marco Lombardo, con il tavolo di monitoraggio”. In questa sede, “l’azienda ha cambiato un po’ i toni, dimostrandosi disponibile in merito ai punti specifici e, su tutti- continua Falchi- sull’indennità di maltempo e sulla paga completa per ogni consegna per tutti i lavoratori assunti con differenti contratti, mentre prima c’erano disparita’”.

Per quanto riguarda i contratti subordinati, “vengono confermati e se ne discuterà insieme la prossima settimana- spiega Falchi- perché è stato convocato un incontro tra noi e l’azienda per definire questi nuovi contratti con le varie tipologie”. Intanto, “sospendiamo lo stato di agitazione e riprendiamo le normali relazioni sindacali con un’azienda che, come ribadisce ancora di più l’incontro di oggi- afferma Falchi- si differenzia da quelle riunite in Assodelivery con le quali, invece, non c’è possibilità di contrattare”. Resta invece “lo stallo a livello nazionale su tavoli: se non riprendono, noi ci organizziamo invece per riprendere la mobilitazione”, avverte Falchi.

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