Donizetti di Pollena Trocchia in campo per “chi non ha voce”, dirigente scolastica lancia petizione contro Junior Cally

L'evento è stato organizzato con la collaborazione del Comune e della Regione Campania. Presente anche l'assessora all'Istruzione Lucia Fortini
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NAPOLI – “Il dibattito ha consentito una riflessione comune sulla discrasia tra i valori a cui la scuola si ispira, contenuti nelle indicazioni nazionali che rimandano alla Costituzione, ed i modelli che sono veicolati dai sistemi di comunicazione di massa ed il ruolo e la funzione delle istituzioni“. Così alla Dire Angela Rosauro, dirigente scolastica dell’Ic Donizetti di Pollena Trocchia, dopo l’incontro “Una voce a chi non ha voce” organizzato dall’istituto con la collaborazione del Comune e della Regione Campania.

“Nella consapevolezza – sottolinea – che la tematica è troppo ampia, complessa e per certi aspetti spinosa, si è voluto dare uno spazio a ‘chi non ha voce’: non solo tutte a le vittime di violenza di cui abbiamo il dovere di testimoniare il ricordo, ma alla scuola che, nell’affrontare giorno per giorno tali problematiche, sente l’affanno della solitudine“.

All’appuntamento hanno partecipato, tra gli altri, Lucia Fortini, assessora regionale all’Istruzione; la consigliera regionale Bruna Fiola; il sindaco Carlo Esposito; Simona Maffei, vicequestore aggiunto della Divisione anticrimine di Napoli; Pasquale Toscano, dirigente del commissariato di San Giorgio a Cremano, e altri dirigenti delle scuole del territorio.

Rosauro ha intrapreso nella scuola che dirige un percorso di sensibilizzazione sui temi della violenza di genere contro le donne e a sottolinearlo anche la scelta di scrivere una petizione, che conta oggi quasi 25mila firme, indirizzata alla commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi spiegando come “sia vergognoso nonché pericolosissimo, in termini educativi e formativi, che sia concessa la partecipazione al Festival della canzone italiana di Sanremo al rapper Junior Cally” per il contenuto di alcuni suoi brani.

“La petizione – spiega alla Dire la dirigente – nasce da una reazione urgente ed indifferibile di far sentire la voce di chi lavora da anni nel mondo della scuola ed affronta giorno per giorno tali tematiche. Credo, interpretando anche la marea di messaggi da cui sono stata letteralmente travolta in questa settimana, provenienti da tutte le parti d’Italia, che il servizio nazionale radiotelevisivo, consentendo ad un personaggio che fino ad ieri ha cantato ‘quei versi’ di salire sul palco dell’Ariston, sia estremamente ambiguo e pericoloso per le migliaia dei nostri ragazzi che saranno autorizzati a mettere in dubbio il valore e l’importanza – conclude – di tanti giorni di scuola dedicati alla lotta alla violenza”.

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29 Gennaio 2020
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