Casa, salta l’emendamento regola-Airbnb, “vince la lobby degli host”

L'emendamento, presentato dai deputati bolognesi del Pd, è stato ritirato per l'opposizione di Italia Viva
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BOLOGNA – Vita breve, brevissima per il decreto che avrebbe ‘regolato’ l’uso della piattaforma di prenotazione online Airbnb: proposto pochi giorni fa dal deputato del Partito democratico, Nicola Pellicani, come emendamento al disegno legge ‘Milleproroghe’, oggi è già stato ritirato dallo stesso proponente.

Per Luigi Marattin, di Italia viva, è una “buona notizia il ritiro dell’emendamento ‘ammazzaAirbnb’. L’esigenza di regolamentare più efficacemente il fenomeno non può coincidere con impedire l’innovazione e sommergere di burocrazia e ostacoli un’attività economica”.

L’emendamento dava più potere ai singoli Comuni, prevedendo l’introduzione di un’autorizzazione specifica per stabilire il numero massimo di concessioni annue ai locatori privati, un tetto di giorni all’anno in cui mettere in affitto l’immobile sulle piattaforme online e l’inversione dell’onere della prova per chi affitta più di tre camere, ‘obbligando’ chi le mette sul mercato a dimostrare “l’insussistenza di un’attività imprenditoriale”.

Erano “tre importanti novità”, che a Bologna, nell’ultimo anno, “abbiamo richiesto a gran voce insieme a migliaia di cittadini e organizzazioni sociali”, spiega Pensare Urbano, comitato cittadino che batte per il diritto alla casa sotto le Due torri.

Purtroppo però, aggiunge Fabio D’Alfonso di Pensare urbano, “i deputati di Italia viva, capeggiati da Luigi Marattin e incalzati da alcune associazioni di host, hanno fatto saltare l’emendamento in una riunione della maggioranza governativa che precedeva la seduta in commissione”. Emendamento ritirato, dunque; e tutto da rifare.

Per il gruppo bolognese di Pensare urbano,  ciò che “ci preoccupa maggiormente” è “l’incapacità dei maggiori partiti governativi di non riuscire, per l’ennesima volta, a dare seguito alle promesse fatte più e più volte“. Poi il ‘mirino’ si sposta sul Comune di Bologna.

Durante l’istruttoria pubblica a Bologna di settembre, durata due giorni e alla quale hanno partecipato oltre 50 associazioni cittadine, l’amministrazione comunale, “si era impegnata a riportare sul piano nazionale la questione, riconoscendo gli effetti negativi di Airbnb– spiega D’Alfonso- ma anche a livello comunale, dopo i tanti annunci e i segnali di apertura, non abbiamo ancora visto nulla di concreto”.

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29 Gennaio 2020
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