Lanciarazzi russi a Bangui in deroga all’embargo Onu

I fucili d'assalto, insieme con lanciarazzi Rpg e altre armi fabbricate nell'ex Urss, sono giunti nell'aeroporto della capitale della Repubblica Centrafricana a bordo di un aereo cargo Il-76
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ROMA – Kalashnikov e lanciarazzi russi a Bangui, in deroga a un embargo Onu sulle armi: la prima partita, destinata a battaglioni dell’esercito centrafricano addestrati da una missione europea, e’ stata consegnata sabato.

I fucili d’assalto, insieme con lanciarazzi Rpg e altre armi fabbricate nell’ex Urss, sono giunti nell’aeroporto della capitale della Repubblica Centrafricana a bordo di un aereo cargo Il-76. La consegna era stata autorizzata nei mesi scorsi dopo un complesso negoziato che permette ora a Mosca di bypassare l’embargo, in vigore dal 2013, l’anno dell’avanzata dei ribelli della Seleka, della caduta del presidente Francois Bozize’ e dell’intensificarsi del conflitto civile. Fonti di stampa concordanti riferiscono che la partita giunta a Bangui sarebbe destinata a due battaglioni composti da 1300 effettivi.

Dall’Onu i russi avrebbero ottenuto anche l’autorizzazione ad addestrare i militari centrafricani nell’uso delle armi. Prevista la riabilitazione di una base a Berengo, nel sud-ovest del Paese.

Negli ultimi mesi Mosca ha rafforzato i propri legami con Bangui. A ottobre il presidente Faustin Archange Touadera’ si era recato a Sochi, in riva al Mar Nero, su invito del ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov. Al termine dell’incontro era stato diffuso un comunicato nel quale si evidenziava “il potenziale significativo del partenariato per lo sfruttamento delle risorse minerarie e la fornitura di materiale militare russo, di macchinari agricoli e di energia”. Il Centrafrica ha giacimenti di petrolio e, in piu’ regioni, di diamanti. Il conflitto civile ha gia’ costretto centinaia di migliaia di persone a lasciare le proprie case. Secondo l’Onu, alla fine di dicembre gli sfollati erano 688.700, circa il 60 per cento in piu’ rispetto a un anno prima.

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