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Andreoni: “Riduzione della quarantena? Sarebbe un errore”

Massimo Andreoni
Secondo il primario di Infettivologia di Tor Vergata, "con una variante contagiosa come Omicron ridurre la quarantena a meno di sette giorni è rischioso"
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ROMA – “Mi sembra che si stia consolidando l’idea che Omicron sia un pochino meno virulenta rispetto alla Delta, considerando quante persone vanno in ospedale rispetto al numero dei casi. Certo, se aumentano tanto i casi aumenteranno comunque anche i ricoveri. Preoccupa molto la trasmissibilità di questa variante, che è già dominante in Italia considerando che dovrebbe aver superato il 50%. Sotto un aspetto puramente epidemiologico il fatto che il virus possa aver perso virulenza ci fa piacere, perchè noi stiamo aspettando che il virus si adatti sempre di più all’uomo diventando meno aggressivo. Va detto che per diventare un semplice raffreddore probabilmente ci metterà non meno di 10 anni“. Così il prof. Massimo Andreoni, primario di Infettivologia al Policlinico Tor Vergata, intervenuto nella trasmissione “L’imprenditore e gli altri” condotta dal fondatore dell’UniCusano Stefano Bandecchi su Cusano Italia Tv (ch. 264 dtt).

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Israele è già partito con la quarta dose, ma in maniera sperimentale, non perché vi sia effettivamente un’esigenza di quarta dose. Loro cercano di anticipare per capire quanto effettivamente si è protetti. Lo stesso vale per chi come la Francia sta anticipando la terza dose dopo tre mesi, non ci sono dati scientifici a supporto di questo. È uscito un lavoro che fa vedere come la vaccinazione con Pfizer dia un’ottima memoria a livello cellulare, solo che questa memoria è più difficile da misurare rispetto alla risposta anticorpale. Attualmente non vediamo malati gravi tra pazienti che hanno fatto la terza dose se non in casi eccezionali, quindi la terza dose funziona benissimo”.

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Per Andreoni la riduzione della quarantena per i vaccinati con tre dosi “sotto l’aspetto medico-epidemiologico sarebbe un errore, aumentiamo il rischio che persone contagiate possano diffondere ulteriormente il virus. La variante iniziale del coronavirus aveva un tempo di latenza che poteva arrivare anche a due settimane, man mano questo periodo di incubazione è diventato più rapido, ma può arrivare anche a sette giorni, ridurre la quarantena a meno di sette giorni è rischioso soprattutto con una variante così contagiosa come questa”.

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