Renzi attacca sul Recovery Fund: “Il piano di Conte è raffazzonato”

Il leader di Italia Viva attacca il disegno del Governo: "Ne va del futuro dei nostri figli, non si scherza. Mercoledì presenteremo al ministro Gualtieri 61 punti sui quali non siamo d'accordo"
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ROMA – “Pensiamo che il piano predisposto dal presidente del Consiglio manchi di ambizione, sia senz’anima, si vede che non c’è un’unica mano che scrive: è un collage talvolta raffazzonato di pezzi di diversi ministeri. Si vede la mano burocratica di chi mette insieme i pezzi”. Così Matteo Renzi, in conferenza stampa al Senato per presentare il progetto di Italia Viva per il Recovery Plan. “Secondo il Mef questo piano produrrà il +2,3% di Pil, è niente visto che abbiamo perso 10 punti. Se produce il +0,89% di occupazione al Sud vuol dire che non ci siamo, col Piano non è stato fatto un buon lavoro”.

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“Siamo in presenza della più grande operazione di investimento nel nostro Paese, la verità è che l’Europa ha vinto e i sovranisti hanno perso, non ditelo Salvini e Meloni: l’Unione Europea ha dato una risposta dopo pandemia. Nessuno ha mai messo tanti soldi nel nostro Paese. Non c’è discussione alcuna sul fatto che ci sono centinaia di migliaia di euro disponibili, il messaggio è ora o mai più perché una possibilità di spesa così non la riavremo per i prossimi 30 anni- ha detto il leader di Italia Viva-. C’è solo una cosa peggiore del non avere questi soldi, ed è quella di spenderli male, perché il debito ci strangola. Ci sono i negazionisti del covid e quelli del debito. Noi stiamo parlando di contenuti non è questione di parte tra noi e il premier. Ci stiamo giocando l’osso del collo”.

“PRESENTEREMO A GUALTIERI 61 PUNTI SU CUI NON SIAMO D’ACCORDO”

“Non è uno scherzo, è il futuro dei nostri figli, se non riusciamo a spiegarlo non capiamo il valore della politica- ha dichiarato Renzi-. Poi è inutile parlare dei populisti. Per questo il presidente del Consiglio non può approvare un emendamento di notte e sono contento che abbia fatto marcia indietro. Il ministro Gualtieri infatti ospiterà una delegazione di Italia viva mercoledì, in cui presenteremo 61 punti su cui non siamo d’accordo, tra le 133 pagine del Next generation Eu. Cultura, infrastrutture, ambiente e opportunità. Le nostre proposte possono essere riassunte nell’acronimo CIAO“.

Quello presentato oggi, “è un documento molto serio. Pensate che siccome c’è la campagna del vaccino non si debba discutere? Non è lesa maestà. Di fronte a una cifra che segnerà il futuro delle nuove generazioni, posso rivendicare il diritto di parlarne? Il nostro è contributo è positivo, non ho paura di niente, sui contenuti abbiamo ragione noi. Ditemi perché abbiamo un sistema in cui una forza politica deve scoprire notte tempo dove vanno a finire 200 miliardi. C’è da vaccinarsi contro il populismo oltre che contro il covid”.

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“Sul Mes e sulla sanità non torniamo indietro. Il presidente del consiglio affidi a un soggetto terzo la delega sui servizi”. Renzi spiega che al ministro Gualtieri la delegazione Iv dirà che “nel recovery 127 miliardi sono denari a prestito all’Italia. Di questi il governo immagina di spenderne 88 per progetti vecchi, riducendo così il costo degli interessi. Io penso che questo sia un errore. Keynesianamente siccome non ricapiterà di spendere di nuovo questi soldi, io li voglio spendere tutti. Ma in ogni caso se accettano di prendere 127 miliardi con condizionalità impegnative come quelle del recovery, mi spiegate perché non vogliono prendere 36 miliardi con condizionalità molto più basse? È vergognoso che in un paese in cui sono morti 273 medici per covid si stia ancora a discutere del Mes, perché è un tema ideologico che si gioca sulla pelle delle persone che muoiono”.

“INVESTIRE SULLO IUS CULTURAE”

“Sui giovani ci sono solo 2 miliardi, più del doppio è stato stanziato sulla parità di genere che mi trova d’accordo, ma non è pensabile una cifra così bassa con l’emergenza occupazionale in atto. Così non si va da nessuna parte, non investire sui giovani è da vigliacchi” ha detto il leader di Italia Viva. “Noi proponiamo di raddoppiare la cifra sul capitale umano. L’Italia deve candidarsi a prendere il posto degli inglesi nell’attrattività per gli studenti. Le università devono essere in grado di accogliere talenti, lo ius culturae deve essere una caratteristiche in questi due anni di investimenti, dando la cittadinanza agli studenti che vengono a studiare in Italia. Oltre alla laurea do allo studente anche la cittadinanza italiana” ha detto il leader di Italia Viva.

“ATTACCO AL GOVERNO? NON DA NOI, MA DAL MOVIMENTO 5 STELLE”

“Il reddito di cittadinanza non serve a combattere la povertà che è scesa dal 7% al 6,4%. Per farcela non servono slogano reddito di cittadinanza ma cultura, vaccini e infrastrutture” ha aggiunto Matteo Renzi. “L’Italia è cambiata col Frecciarossa, è diventata più unita. Con l’alta velocità abbiamo una metropolitana di superficie. L’unico vero attacco al governo l’ha fatto quella forza politica che non ha voluto votare il parere sull’alta velocità e si chiama M5s non IV. Non stiamo complottando noi contro il governo ma chi dice ‘no’ all’alta velocità” ha detto Matteo Renzi. “Sulle infrastrutture il ponte di Genova è simbolo che quando si fanno le cose per bene si fanno cose belle. Ci sono i denari per le infrastrutture, nel piano ci sono almeno altri 27 miliardi da sbloccare”.

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“Un’alleanza M5S-PD? Io faccio fatica a fare un’alleanza con chi dice ‘no’ alla crescita, al Mes e all’alta velocità. E dice sì al giustizialismo. Ma se il PD si trova bene…- glissa Matteo Renzi-. Credo che dovremmo metterci attorno ad un tavolo e decidere come concludere la legislatura. Siamo stati bravi a mandare a casa Salvini, e ora? Sarebbe una sorpresa, specialmente per gli elettorati specifici, andare a votare con un’alleanza PD-M5S che ritengo altamente improbabile“. “Se ci sarà un accordo bene, e si va avanti. Se non ci sarà, andranno avanti senza di noi. E le ministre si dimetteranno. In quel caso auguri a tutti e in bocca al lupo” ha chiuso il leader di Italia Viva.

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