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Dai dolci albanesi al latte di Cuba: i progetti sostenuti dalla Regione Lazio

I progetti, frutto di un bando regionale ad hoc, sono stati presentati oggi durante la seconda edizione di Codeway, expo organizzata da Fiera Roma
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ROMA – Un caseificio a Cuba, una pasticceria sociale in Albania e tante microimprese in Senegal: il filo conduttore che collega queste esperienze in tre diversi continenti è la cooperazione allo sviluppo sostenuta dalla Regione Lazio. I progetti, frutto di un bando regionale ad hoc, sono stati presentati oggi durante la seconda edizione di Codeway, expo organizzata da Fiera Roma. L’occasione è stata un webinar dal titolo ‘Il business inclusivo: un modello win-win per le piccole e medie imprese del Lazio‘. L’obiettivo di progetti come quelli proposti, secondo Lazio Innova, società della Regione per l’innovazione e il sostegno a startup, è favorire il “business inclusivo“, ossia la progettazione di beni o servizi per i Paesi in via di sviluppo, coinvolgendoli sia come produttori che come consumatori, oltre a fornire opportunità di accesso a nuovi mercati per le aziende private

 L’ong Arcs ha presentato il progetto Lacteos, per la produzione di formaggio e derivati del latte nella zona del Pinar del Rio, a Cuba. Matteo Sirgiovanni, di Arcs, ha raccontato che le azioni a Cuba mirano a rafforzare le competenze dei produttori del latte e a facilitarli tramite la creazione di un caseificio. In questo l’ong è stata aiutata dalla coop sociale Agricoltura nuova e da Casale Nibbi, di Amatrice, che hanno dato una mano soprattutto con le loro competenze nella produzione di latte e formaggio.

La coop integrata Reseda, nelle parole di Roberto Salustri, ha improntato il suo intervento su sostenibilità e agroecologia. “Abbiamo tentato di non intaccare l’area forestale, migliorando la produzione agricola, lavorando anche con il fotovoltaico”, ha spiegato Salustri durante l’incontro. In Albania Engim ha invece avviato un progetto di formazione professionale con focus sui “giovani e donne svantaggiati”, ha raccontato un responsabile dell’ong, Federico Filipponi. Nella città di Fier, l’organizzazione gestisce corsi di formazione professionale, tra cui quelli di cucina, poi messi in pratica in una pasticceria sociale in un edificio frutto di una confisca alla criminalità organizzata. “È l’unico presidio di Libera qui- ha detto Filipponi- e uno dei tre luoghi di questo tipo nel Paese”.

L’ong Volontariato internazionale per lo sviluppo (Vis) ha presentato un progetto per l'”inserimento nel mercato del lavoro di giovani donne nelle regioni senegalesi di Kaolack e Tambacounda”. Secondo Tiziana Meretto, rappresentante dell’organizzazione, “il business inclusivo è uno step in più per quanto riguarda la cooperazione internazionale”. Meretto ha aggiunto: “Abbiamo sovvenzionato micro e piccole imprese, dall’agricoltura all’artigianato, e promosso corsi professionali”. L’attività in Senegal, è stato spiegato durante il webinar, prevedeva anche la creazione di una banca dati con la possibilità di impiego per migranti di ritorno e per quelli provenienti da altri Stati africani. Secondo Claudia Lombardi, di 3WLab, che si è occupata di assistere il Vis nello sviluppo digitale in Senegal con partner locali, “il Paese è particolarmente vivace e sviluppato nel settore It”. 

L’augurio emerso dal webinar è che la cooperazione allo sviluppo e l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese possano avanzare sempre più in sintonia.

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