Tg Agricoltura, edizione del 28 novembre 2020

A cura della redazione Ambiente
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– ERBE PAZZE E CAVIALE DI LIMONE IN UN’AZIENDA DI SEZZE

E’ quasi più quello che si raccoglie fuori dai filari a caratterizzare l’azienda a conduzione familiare Bio da Matti, di Sezze, che ha fatto delle erbe selvatiche commestibili il suo tratto distintivo. Padre e figlio le raccolgono ogni giorno dove crescono spontaneamente, in un terreno di pochi ettari curato secondo i principi di agricoltura biologica, dove il no alla chimica è totale, si fa ricorso piuttosto al sovescio per arricchire il suolo e si favorisce la presenza di uccelli rapaci come falchi e barbagianni per tenere alla larga i roditori. Verdura e frutta sono rigorosamente di stagione e fra questi c’è un agrume davvero particolare. 

UNA PICCOLA DOC TRA LE VIGNE DEL BORGO DI MARTA

In un fazzoletto di terra di qualche ettaro nelle campagne del borgo di Marta, poco distante dal Lago di Bolsena, c’è uno dei baluardi di quella che è forse la Doc più piccola d’Italia, il Cannaiola, vino rosso amabile dell’Alto Lazio, ottenuto con uve di canaiolo nero. Custode di questo luogo è Lino Catalano, che per pura passione non molti anni fa ha fondato la sua cantina: Piancardo.

INNOVAZIONE E BIO, ECCO I MELOGRANI DEL VITERBESE

Nel regno della nocciola tonda gentile romana, a Est di Viterbo, custodito da un esercito di oche bianche c’è un giovane frutteto di melograni. Giovane, come i tre fratelli che lo hanno creato qualche anno fa con l’idea di portare qualcsa di diverso nel territorio.

NASCE LATIUM WINE FESTIVAL, CIARLA: INIZIATIVA CHE GUARDA AL FUTURO

Con una due giorni di eventi online nel mese di novembre è nato il Latium Wine Festival, piattaforma creata per conoscere e fare riconoscere il Lazio come territorio del vino che si pone l’obiettivo di lanciare una rete di iniziative volte a creare uno sguardo di insieme su una regione che ancora non viene percepita per la sua vocazione vitivinicola. All’inaugurazione ha del Latium Wine Festival ha preso parte anche il presidente Arsial, Mario Ciarla: “La capacita’ di classi dirigenti, produttori e politica- ha detto- dovrebbe essere immaginare oggi il mondo che ci sara’ dopo la pandemia e l’iniziativa che avete costruito, con gli asset su cui e’ incentrata, a cominciare dalla sostenibilita’, ci permette di predisporci meglio al futuro, una volta che tutto questo sara’ finito”.

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