India, l’ombra della ‘statua gigante’ sull’Uttar Pradesh diviso

La statua dovrebbe sorgere nel villaggio di Ayodhya, al centro delle tensioni tra indù e musulmani da decenni
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Condividi l’articolo:

ROMA – Lo Stato indiano dell’Uttar Pradesh vuole costruire la statua più alta del mondo: secondo il progetto, misurerà 221 metri e rappresenterà il dio Rama, eroe mitologico e una delle incarnazioni di Visnu secondo la religione induista.

La decisione è stata annunciata da Yogi Adityanath, il primo ministro dello Stato al confine con il Nepal, il più grande dell’India. Adityanath fa parte della frangia più estremista del Bjp, il Partito del popolo indiano, ed è stato nominato direttamente dal premier Narendra Modi.

La statua dovrebbe sorgere nel villaggio di Ayodhya, al centro delle tensioni tra indù e musulmani da decenni: qui, nel 1992, alcuni induisti distrussero una moschea del sedicesimo secolo, sostenendo che questa sorgesse in un’area un tempo sacra agli indù.

In quell’occasione furono 2000 le vittime degli scontri interreligiosi.

Solo pochi giorni fa migliaia di fondamentalisti induisti e attivisti di estrema destra sono scesi in piazza ad Ayodhya per chiedere l’erezione di un tempio induista nel luogo dove sorgeva la moschea.

Al momento la statua più alta del mondo è già in India: inaugurata alla fine dello scorso mese, si trova nello stato del Gujarat, misura 182 metri e raffigura il patriota Sardar Vallabhbhai Patel.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»