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Il monito di Monte Sole: Marcia su Roma fu solo l’inizio di un abisso

Nella ricorrenza dei 100 anni della Marcia su Roma, le vittime dell'eccidio di nazifascista di Monte Sole ammoniscono: non è una data per fare accademia o polemica politica

Pubblicato:28-10-2022 18:35
Ultimo aggiornamento:28-10-2022 18:35
Canale: Emilia Romagna
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BOLOGNA- Sulla Marcia su Roma non ci si attardi a fare ‘accademia’ e scaramucce politiche. Perchè quello fu solo e soltanto l’inizio del “precipitare nell’abisso” che sprofondò fino agli eccidi di massa. E’ il messaggio-monito delle vittime della strage di Monte sole, la più grande compiuta dai nazifascisti, e di chi ne custodisce ancora la memoria: “Per le nostre comunità quella data non può significare semplicemente una memoria storica su cui imbastire riflessioni e considerazioni più o meno accademiche o un evento da polemica politica più o meno strumentale”, ammonisce il direttivo del Comitato regionale per le onoranze si caduti di Marzabotto. Il giorno della Marcia su Roma “significa, in verità, il precipitare qui e ora nell’abisso di Casaglia, di Cerpiano, di San Martino, di Ca’ Beguzzi, di Cadotto, di Caprara e di decine di altre località mai più tornate alla vita” dopo gli sterminii e gli eccidi nazifascisti.

COMITATO ONORANZE CADUTI MARZABOTTO: PER MONTE SOLE E TANTI ALTRI LUOGHI L’ANTIFASCISMO NON È UNA QUESTIONE DI OPINIONE MA UNA SCELTA DI VITA O DI MORTE

Cento anni, dunque, non devono far passare di vista che quel giorno fu l”inizio’ di qualcosa di terribile, dice ancora il direttivo del Comitato per le onoranze ai caduti di Marzabotto sull’Appennino bolognese. Cento anni fa, “non è escluso che qualche residente di Monte Sole abbia guardato con simpatia a quell’avvenimento, per convinzione ideologica o nella speranza che il nuovo governo favorisse un miglioramento delle proprie condizioni di vita; è possibile che altri abbiano visto il cambiamento con rassegnazione o con indifferenza; è molto probabile che altri furono infastiditi, come è sicuro che vi furono dei franchi e decisi oppositori. Tuttavia, nessuno di loro, possiamo affermarlo con certezza, avrebbe mai immaginato che 22 anni dopo quell’accadimento politico avrebbe voluto dire per loro, per le loro famiglie, il massacro, dentro una guerra criminale, insensata e perdente”, mette in chiaro il Direttivo.
Per Monte Sole, “come per tanti altri Luoghi, l’antifascismo non è, quindi, una questione di opinione ma una scelta di vita o di morte”, ricorda dunque oggi il direttivo del Comitato regionale per le onoranze si caduti di Marzabotto.

E INTANTO DA BOLOGNA IL PD VA A CELEBRARE LA LIBERAZIONE DI PREDAPPIO DAI NAZIFASCISTI: “SIAMO DOVE DOBBIAMO STARE, IMPEDIRE INVECE ADUNATE DI NOSTALGICI”

Proprio oggi che a Predappio, città natale del Duce, si tiene una manifestazione dell’Anpi. Ma non a ricordo della Marcia su Roma bensì della liberazione della città dal nazifascismo. All’iniziativa ha preso parte anche la segretaria del Pd di Bologna, Federica Mazzoni: “Oggi siamo nell’unico posto in cui è giusto stare con tante associazioni, cittadine e cittadini, con Anpi e Cgil. È importante ricordare questa data non solo come l’inizio del buio della dittatura ma anche come uno dei passaggi più simbolici della lotta di liberazione. Un’ulteriore occasione per affermare l’attualità dei principi della Costituzione, nata dalla Resistenza e dal sacrificio di chi ha lottato per la nostra libertà, per celebrare questo evento storico, le nostre radici, e ribadire i valori democratici e antifascisti su cui si fonda la nostra Repubblica”.
Per Mazzoni, inoltre, “l’orrore del fascismo non può essere liquidato in modo superficiale solo negando di averne avuto simpatia”. Le fa eco il deputato dem Andrea De Maria, oggi a roma per la direzione del partito: “Leggo di manifestazioni di nostalgici del fascismo previste a Predappio a cento anni dalla Marcia su Roma. La destra che guida il nuovo governo dimostri che ha davvero fatto i conti con quella storia. Non si consenta nessuna manifestazione di apologia del fascismo. Le radici della nostra democrazia, che ci deve unire, stanno nella condanna più netta della dittatura fascista. Si applichi la previsione costituzionale che vieta la ricostituzione in qualsiasi forma del Partito Fascista”.

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