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Da Roma a Milano le proteste contro lo stop al ddl Zan: “Noi scippati, Parlamento vive su Marte”

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Non si ferma l'ondata di malcontento dopo la mancata approvazione del disegno di legge Zan in Senato
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di Sara Dabbag e Nicolò Rubeis

ROMA – “Avete bloccato la legge, non bloccherete la lotta”. Parlano chiaro i manifestanti scesi in piazza questa sera a Roma contro la mancata approvazione del Disegno di legge Zan in Senato. Il luogo scelto per la protesta è via di San Giovanni in Laterano, luogo caro alla comunità Lgbtqi, a due passi dal Colosseo. Diverse centinaia di persone hanno dato vita a un corteo tra bandiere arcobaleno, cori e slogan. “Se ci tolgono i diritti bloccheremo la città”, scandiscono al megafono i manifestanti.

Tra di loro anche l’ex parlamentare Vladimir Luxuria. “L’Italia- ha detto- sta rinnegando un diritto umano primario, l’integrità fisica e morale della comunità Lgbtqi+. Il Senato ha dato la dimostrazione di non voler neanche discutere gli articoli, si potevano emendare se volevano. Cosa raccontiamo alle mamme che hanno visto tornare a casa i figli con i lividi addosso? Adesso queste persone si sentono meno protette e tutelate e si chiedono: ‘Lo Stato dov’è?'”. La mancata approvazione del ddl Zan, ha concluso Vladimir Luxuria, è stata “un’occasione persa non per il Pd o per il M5S, ma per l’Italia”.

Presente anche una delegazione di +Europa, composta dal segretario Benedetto Della Vedova, dal presidente Riccardo Magi e da Rita Di Sano della segreteria. “Più Europa ha sostenuto, sostiene e sosterrà le leggi di libertà che promuovono diritti e uguaglianza”, ha detto Della Vedova, secondo il quale “quello che è andato in scena ieri al Senato sul ddl Zan è uno scontro politico che c’è in Italia e che c’è in Europa, dove ci sono paesi in cui l’omofobia è diventata legge dello Stato. Qui in Italia ci sono politici che guardano a Orban e alla Polonia che fa passi indietro sull’aborto e i diritti LGBT.

“Dobbiamo – ha concluso Magi – rilanciare sui temi dell’uguaglianza e dei diritti civili a partire dal matrimonio egualitario e le adozioni per le famiglie arcobaleno, così come avevamo proposto con i nostri ordini de giorno alla Camera in occasione dell’esame del ddl Zan”.

IN MIGLIAIA IN PIAZZA A MILANO: “NOI SCIPPATI, PARLAMENTO VIVE SU MARTE”

MILANO – Diverse migliaia di persone si sono riversate questa sera nella piazza dell’Arco della Pace di Milano per manifestare tutto il loro dissenso contro la bocciatura del Senato al ddl Zan. Sventolano bandiere del Pd cittadino, dei Verdi, di Volt, e ci sono pure i ‘Sentinelli’, capitanati dal portavoce Luca Paladini: “Ci siamo visti scippare una legge che aspettiamo da 25 anni- si sfoga Paladini con la ‘Dire’- con urla da stadio e da curva, e con una totale mancanza di rispetto per milioni di persone che aspettavano dal Senato un decreto che aumentasse le tutele anche legate all’incolumità fisica delle persone”.

Il problema, secondo la piazza, sta nella mancanza di aderenza della politica con le esigenze reali del Paese: “Dire che il Parlamento è scollato dalle persone è un eufemismo- continua Paladini- su certi temi sono su Marte, penso al ddl Zan o all’eutanasia legale”. Insomma, “ci sono distanze siderali rispetto al sentimento di piazze piene anche di giovani- affonda ancora- il parlamento parla ormai non si sa bene a chi, sono dei sepolcri imbiancati”.

C’è spazio pure per una critica a Italia Viva, ma non solo: “Io ormai i renziani non so se collocarli al centro, a sinistra o a destra– dice Paladini che poi chiede alla piazza di sedersi a terra per due minuti, per poi rialzarsi tutti insieme metaforicamente- loro si sono assunti una responsabilità importante, così come qualcuno che nel Pd e nel M5S, anche se in maniera marginale, ha tradito nel segreto del voto un patto con quello che si era deciso alla Camera, dove la legge era passata”.

Gli attacchi per Matteo Renzi continuano, con la piazza che non gli perdona il suo viaggio di ieri in Arabia Saudita, “dove un omosessuale finisce in galera per il solo fatto di esserlo”. Tra le persone presenti all’Arco della Pace, un ragazzo decide di raccontare ai cronisti una sua esperienza personale: “Tre anni fa a Milano, in zona Porta Romana, mentre andavo in università sono stato pestato per strada, tra l’altro in pieno giorno- rivela Samuele- il tutto perché avevo i capelli argento e ho detto a un ragazzo di stare attento col cellulare perché mi stava venendo addosso”. A quel punto “lui mi ha detto ‘fr…. di m…. e mi ha picchiato rompendomi la mascella sinistra, sono stato per mesi in ospedale- prosegue- un bruttissimo atto di omofobia”.

Un gesto “subito condannato dal Pd e da altre forze progressiste che però- continua Samuele- non vengono aiutate da altri partiti che dovrebbero pensare più ai diritti umani che al loro tornaconto elettorale”. E dunque “io sento forse anche più degli altri il bisogno di una tutela e di un’aggravante che possa penalizzare maggiormente i crimini d’odio che in questo Paese sono sempre più diffusi- conclude Samuele- e senza questa legge sempre meno denunciati. E soprattutto si trovano sempre meno possibilità per individuare l’aggressore”. Anche un altro ragazzo, Aldo, decide di dire la sua: “Ieri è stata una giornata molto pesante, un senso di sconfitta e di abbandono”. Dopo quegli applausi in Senato “è come se l’Italia ci avesse detto che noi non contiamo, che siamo cittadini di serie b e che addirittura negarci delle tutele è un qualcosa di cui festeggiare”, chiosa amaro.

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