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Trieste, nuova protesta contro il green pass: 8mila persone in corteo

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Intanto il fronte no green pass si spacca ancora: Stefano Puzzer fonda il movimento 'La gente come noi Fvg'
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TRIESTE – Nuovo corteo anti green pass oggi a Trieste. L’ultimo, in ordine di tempo, si era svolto ieri mattina, nella zona industriale. Questo pomeriggio invece punto di partenza San Giacomo, l’area più popolosa della città, poi una deviazione su strade periferiche, quindi direzione centro cittadino. Il copione è sempre lo stesso, slogan, cartelli e canti intonati lungo il percorso per chiedere “libertà di scelta”.

La protesta, secondo la Questura, ha visto la partecipazione di almeno 8mila persone. E intanto i gruppi che manifestano contro la certificazione verde a Trieste si spaccano sempre più. Ieri in una nota Stefano Puzzer, portuale, leader fin dall’inizio della mobilitazione cittadina, ha annunciato di aver abbandonato il Coordinamento 15 ottobre, per fondare un suo movimento, chiamato “La gente come noi Fvg”. Restano poi i 3V, che fanno capo a Ugo Rossi, diventato consigliere comunale con la battaglia anti vaccino e anti green pass. E si fa sentire ancora il coordinamento lavoratori portuali, di cui inizialmente faceva parte Puzzer, che in un comunicato spiega che “non ha cambiato idea sul green pass per lavorare. Ringrazia tutti i lavoratori portuali che hanno dimostrato cosa significhi la parola solidarietà rifiutando di farsi dividere tra vaccinati e non vaccinati. Hanno capito che tutte le vertenze salariali e di altro tipo non avevano alcun valore se veniva messo in discussione il diritto al lavoro”.

Scrivono poi che “alle aziende portuali che volessero giustificare il taglio di premi di fine anno o il rifiuto di aumenti salariali con l’argomento che hanno dovuto spendere di tasca loro per pagare i tamponi ai dipendenti diciamo: i maggiori costi non li hanno creati i lavoratori, ma il governo con il suo decreto. Si rivolgano perciò a Confindustria, il maggiore è più testardo sostenitore del green pass per lavorare, e al Governo. Possibilmente convincendoli a ragionare, perché prima il decreto green pass viene ritirato, prima verrà tolto un peso a tutti, lavoratori e aziende”. E avvertono “non cerchino di scaricare la cosa sui lavoratori. Che hanno sempre fatto il loro dovere e mai hanno chiesto l’introduzione del green pass”.

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