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Vertice Fi-Lega a base di konjac, radice addensante per legare Berlusconi e Salvini

berlusconi salvini villa grande
A Villa Grande il leader di Forza Italia riceve lo stato maggiore del Carroccio. "Serve maggiore coordinamento, a partire da manovra e Quirinale". E si parla anche di Renzi
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ROMA – Sardine in scatola. Lattine di birra. Pancarré. Il primo governo Berlusconi cadde all’insegna di un menù più che frugale. In una gelida antivigilia di Natale del 1994, Umberto Bossi ospitava nella sua casa all’Eur Rocco Buttiglione e Massimo D’Alema. Poche calorie per sancire il divorzio tra i leghisti e gli azzurri di Forza Italia: la Lega avrebbe mollato l’esecutivo, lasciando il Cavaliere a bocca asciutta. Per la cronaca, D’Alema preferì digiunare.

Tutt’altra scena quella apparecchiata oggi da Silvio Berlusconi a Villa Grande, per i commensali del Carroccio, capitanati da Matteo Salvini. Oltre ai due leader, attorno al tavolo anche i ministri e i capigruppo, e poi Gianni Letta, Antonio Tajani e Licia Ronzulli. Il Cavaliere ha cambiato cuoco. Niente pennette tricolore. Nel ricco menu di Villa Grande fa la sua comparsa il riso konjac, derivato dall’omonima radice giapponese, nota anche come lingua del diavolo. Oltre a saziare molto, il konjac è un forte addensante. L’ideale per tenere insieme azzurri e leghisti.

“Clima cordiale, emersa la volontà di maggiore coordinamento a partire da manovra e Quirinale“, riferiscono fonti dei partiti al termine del pranzo. Berlusconi ambisce al Colle, Matteo Salvini è disposto ad aiutarlo, fin dove sarà possibile. Si parla anche di Matteo Renzi, convitato di pietra. Sosterrà lo sforzo degli azzurri? Ci vorrebbe del konjac anche per lui.

Intanto i presenti convengono “sulla necessità di non alimentare tensioni inutili e divisioni“. Salvini sottolinea “l’esigenza di un centrodestra compatto a partire dal maggioritario altrimenti avremo il Pd al governo a vita”. Berlusconi si dice d’accordo. La discussione prosegue tra uno gnocco fritto e una cacio e pepe, passando per il carpaccio di carne con contorno di verdure. Due dolci: cheesecake e mousse al cioccolato. Nessun cedimento al proporzionale è il prezzo chiesto da Salvini a Berlusconi. Una sorta di consacrazione del suo ruolo di leader. Si rivedranno tra due settimane. Chissà se il Konjac manterrà le sue proprieta’ addensanti.

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