Dialogo tra arte e psicologia: venerdì a Roma l’appuntamento con A-HEAD 

Luca Centola, in mostra con "Circuiti", incontra la dottoressa junghiana Laura Guido per un focus sulla "generatività dei processi creativi"
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – Sviluppare un percorso ermeneutico e conoscitivo dei disturbi mentali attraverso l’arte. È questo il principale obiettivo del progetto A-HEAD di Angelo Azzurro Onlus, che da anni porta avanti vari laboratori artistici accanto alle attività di psicoterapia più tradizionali, avvalendosi del supporto di un nutrito gruppo di artisti contemporanei. Sarà per indagare il rapporto tra arte e psicologia analitica che venerdì 30 ottobre, alle 18, l’artista materano Luca Centola incontrerà la dottoressa Laura Guido a Roma, presso lo Spazio Cerere in via degli Ausoni 3, in cui è ospite fino al 2 novembre con la mostra d’arte fotografica Circuiti.

“L’impegno espressivo dell’artista – spiega la psicologa junghiana Laura Guido – entra nell’area della riflessione psicologica come testimonianza della perenne tensione e della generatività dei processi creativi della psiche”. Nel corso del dialogo/intervista saranno rintracciati anche i fili biografici e vocazionali della ricerca e della poetica di Luca Centola. 

La cultura con A- HEAD diviene un motore generatore di sanità, i ricavati, infatti, sono devoluti a favore di progetti riabilitativi legati alla creatività intesa come caratteristica prettamente umana; fondamentale per lo sviluppo di una sana interiorità. 

“Solo attraverso la cultura e l’informazione – afferma la dottoressa Stefania Calapai, psichiatra e psicoterapeuta, direttrice del progetto A-HEAD – si vince lo stigma nei confronti dei disturbi mentali”; la cui “chiave di volta” è interpretare la fragilità e la complessità umana attraverso la pittura, la scultura, la fotografia, il disegno e, ultimamente, anche per mezzo della resina e dell’oreficeria. In questo modo molti ragazzi in difficoltà psicologica possono sviluppare nuove capacità creative e lavorative per reintegrarsi appieno nella società.

Nella terapia psicologica “l’arte e le attività creative permettono di lavorare sulle emozioni, anche le più dolorose, per arrivare nei luoghi dell’inconscio nascosti alla nostra coscienza”. In questo contesto, conclude la dottoressa Calapai, “la prospettiva che l’arte può aprire sulla sfera emotiva è davvero straordinaria”. L’arte rende visibile ciò che visibile non è, le “immagini interne” e i “tumulti delle emozioni”. 

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

28 Ottobre 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»