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FOTO | VIDEO | Polonia, rose bianche e rosse all’ambasciata di Roma per il diritto all’aborto

“Vogliamo denunciare la sentenza illegale della Corte costituzionale che abolisce il diritto all’aborto terapeutico” spiega all’agenzia Dire Alina Stocka, dell’associazione Polonia w Europie
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ROMA – “Forzare la gravidanza è violenza di Stato sulle donne“, “Combattete il virus non le donne”, “Il corpo è mio e lo gestisco io”: questi alcuni dei cartelli e degli slogan mostrati oggi a Roma, nel corso di una marcia dalla sede del consolato di via San Valentino a quella dell’ambasciata, in via Rubens, per dire “no” alla legge che in Polonia vieta l’aborto.

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“Vogliamo denunciare la sentenza illegale della Corte costituzionale che abolisce il diritto all’aborto terapeutico” spiega all’agenzia Dire Alina Stocka, dell’associazione Polonia w Europie, che aggiunge: “Oggi e’ una giornata particolare perche’ in Polonia uomini e donne scioperano dal lavoro in tutto il Paese contro questa sentenza. La nostra e’ un’azione di solidarieta’”.

aborto_polonia_proteste_roma La passeggiata dei dimostranti e’ terminata con una deposizione di rose bianche e rosse – i colori della bandiera polacca – e di cartelli agli ingressi dell’ambasciata. Sui marciapiedi anche ombrelli rossi e neri, i colori dello sciopero. “La decisione della Corte costituzionale polacca è grave, per questo noi di ‘Non una di meno’ abbiamo deciso di essere qui: questa lotta ci riguarda tutte” ha commentato per la Dire Maria Brighi, esponente dell’associazione.

Brighi ha ricordato che proprio le iniziative del 2016 in Polonia per denunciare limiti al diritto di aborto “hanno ispirato mobilitazioni analoghe in Argentina, da cui poi è nato il movimento Ni una menos, e quindi il nostro movimento in Italia”. Brighi avverte: “È anche una battaglia italiana: la legge 194 non garantisce ancora pienamente questo diritto delle donne e ad esempio i medici obiettori sono ancora molti. Io faccio parte dei consultori del Lazio, posso confermare che in questa regione gli obiettori superano l’80 per cento”. L’attivista continua: “Bene l’apertura sulla pillola abortiva, ma la pillola ancora non è disponibile nei consultori. In piena pandemia, riteniamo che sarebbe importante alleggerire gli ospedali dando ai consultori la possibilita’ di distribuirla”.

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