Il calcio si chiuda in una ‘bolla’, così aiuta l’Italia

La strada da seguire è quella della Nba
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ROMA – Chiudersi nella ‘bolla’ e portare a termine il campionato di calcio di serie A. Questo devono fare adesso le società per salvare una stagione che ha già visto formazioni e partite condizionate dalle assenze per Covid. Per non parlare dei timori legati alle Coppe, tra viaggi in giro per l’Europa e tamponi Uefa che darebbero dubbie positività. I centri sportivi dei club potrebbero diventare la casa dei calciatori e del gruppo squadra per i prossimi mesi. Isolati. Un sacrificio, certo, ma che aiuterebbe tutto il movimento e il Paese. Già, perché se si fermasse nuovamente il calcio sarebbe un bel problema, non tanto per i giocatori ma certamente per tutti quei lavoratori che portano a casa uno stipendio grazie al fatto che il pallone gira. Pagamenti che, visti anche gli introiti ridotti, non è detto che le società possano garantire a tutti i propri dipendenti. Di certo sarebbe richiesto un intervento da parte dello Stato. Meglio evitare. La strada da seguire è quella tracciata dalla Nba: in questo caso una ‘bolla’ con quasi 800 persone ‘rinchiuse’ a Disney World per mesi, costata 180 milioni di dollari ma che ha salvato un miliardo di dollari di mancati introiti televisivi.

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