Bonaccini: “Serve chiarezza: per uno che viene ricoverato c’è uno che resta fuori”

stefano bonaccini
L'altolà di Bonaccini: "L'Emilia-Romagna in questo momento è in vantaggio rispetto ad altre regioni sulle terapie intensive e la crescita di positivi per ora è più lenta, ma non siamo un'isola felice"
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BOLOGNA – “È bene usare parole di chiarezza: per ogni persona in più positiva che deve essere ricoverata in un ospedale per Covid, circa 120 ieri, ce ne sono altrettante che debbono stare fuori e non possono curarsi per altre patologie“. Lo ha detto in un passaggio della sua relazione all’assemblea legislativa il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, che ha citato in particolare le operazioni chirurgiche programmate tra le ‘vittime’ della crescente ospedalizzazione di pazienti Covid.

A differenza della prima ondata, stavolta l’Emilia-Romagna ha un vantaggio di settimane rispetto ad altre regioni, e “questo ci consente ancora di organizzare una risposta di prevenzione e contrasto più efficace”. Ma, avverte ancora Bonaccini, “il contagio sta avanzando anche qui, con la percentuale dei positivi sui tamponi effettuati saliti nell’ultima settimana dal 4% a poco più del 6%. Era l’1,1% un mese fa. Ieri eravamo al 6,5%, con la media nazionale quasi al doppio. Attenzione però, non siamo un’isola felice”.

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