Basilicata, 1300 beneficiari rifiutano il Patto per il Lavoro

Per questo l'assessore Cupparo chiede "un monitoraggio attento, coordinato dall'Arlab, sul lavoro degli otto Centri per l'Impiego"
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 NAPOLI – A oggi in Basilicata sono 4.802 le convocazioni dei beneficiari del reddito di cittadinanza e 3.908 i colloqui, per un totale al primo ottobre di una platea di 8.046 persone. Numeri “soddisfacenti” secondo l’assessore regionale alle Attività produttive, lavoro e formazione Francesco Cupparo per il quale “non altrettanto si può dire per la sottoscrizione del Patto del lavoro prevista dal provvedimento nazionale”, pari a 2.641.

L’accettazione del patto, indispensabile per l’avviamento al lavoro, sarebbe stata rifiutata da circa 1.300 beneficiari lucani. Per questo motivo Cupparo chiede “un monitoraggio attento, coordinato dall’Arlab, sul lavoro degli otto Centri per l’Impiego e soprattutto una corretta e uniforme attuazione degli strumenti e delle politiche attive previste per ora solo sulla carta per l’erogazione della misura nazionale dell’assegno di ricollocazione e l’attivazione dei meccanismi di condizionalità che devono scattare al momento della proposizione di offerte congrue di lavoro”.

L’assessore fa sapere che in proposito “è stata accolta dal ministro la sollecitazione delle Regioni all’attivazione a breve di una cabina di regia per affrontare con i Comuni, oltre che con le Regioni, alcuni aspetti relativi alle politiche sociali, alle ore di lavoro utili alla collettività, ai rapporti con gli enti proprietari delle sedi dei Centri per l’impiego e alla relazione fra questi e gli uffici dei Comuni”.

Per Cupparo “ci sono adempimenti che il Governo deve realizzare per non scaricare tutte le criticità emerse sulle Regioni e sulle Agenzie regionali del lavoro, a partire dagli strumenti da garantire ai centri per l’impiego fondati su regole e procedure condivise e su una uniformità di comportamento”. L’assessore ritiene serva “un’attuazione uniforme sui territori delle disposizioni in materia di sanzioni“.

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