Zingaretti detta le condizioni: “Alleanza volti pagina”

È il momento dell'analisi della sconfitta sopo la sonora batosta delle Regionali in Umbria
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ROMA – O si instaura “un comune sentire” nell’alleanza che regge il governo, in grado di assicurare “un comune profilo riformista”, oppure “stare insieme e’ inutile ed e’ meglio trarne le conseguenze”. All’indomani del voto in Umbria Nicola Zingaretti detta le condizioni per continuare l’esperienza di governo con il Movimento Cinque Stelle, con Leu e con Italia Viva.

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“Bisogna voltare pagina, la maggioranza non puo’ essere un campo di battaglia quotidiana”. “In Umbria abbiamo subito una sconfitta ed esce confermata la forza dell’alleanza della destra italiana radicata nel sentimento popolare.

Il Partito Democratico si attesta al 22.3%, dopo una scissione e, considerando la presenza alle europee di altre forze politiche, ritengo questo come un risultato di tenuta. Un risultato che viene dal passato e che ha radici profonde. Lo affermo non per scaricare responsabilità su qualcuno, ma per comprendere cosa è avvenuto”, apre l’analisi del voto in Umbria il segretario del Pd, con uno scritto affidato ai social network.

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“Da qui – aggiunge il leader dem – si riparte. Questo dato conferma il Pd come l’unico credibile pilastro di un’alternativa alle destre. La Lega di Salvini, rispetto alle europee, cala di poco ma vince nettamente grazie a un’alleanza coesa, forte e plurale che nelle elezioni regionali a turno unico è indispensabile per vincere. Io credo in un partito a vocazione maggioritaria con una forte identità capace di parlare a tutto il Paese. Un partito a vocazione maggioritaria ma non isolato”.

Zingaretti osserva che “come è accaduto in molti Comuni grazie a straordinari candidati sindaci, dobbiamo insieme rilanciare la forza e l’identità del Pd e, insieme, la ricerca di alleanze con forze politiche, civiche e associative nei territori, avviando processi profondi in tutto il Paese”. Per quanto riguarda il nodo delle alleanze, “anche il rapporto con il Movimento 5 stelle. con il quale governiamo, va inserito in questo schema di confronto, non per esaltare le differenze ma per trovare sintesi vere e – come ho sempre detto in tutte le occasioni – verificando, territorio per territorio, la possibilità di convergenze, senza imporre nulla”.

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Il segretario del Pd Nicola Zingaretti ricorda di aver sollevato “ad agosto perplessità sulla percorribilità di un’alleanza di Governo con il Movimento 5 stelle. Abbiamo poi costruito una linea unitaria, difficile, di cui ovviamente mi assumo oggi tutte le responsabilità. Ma è ovvio che occorre voltare pagina. Mi auguro una nuova solidarietà nella coalizione e nella compagine del Governo Conte che non può essere un campo di battaglia quotidiana. Una maggioranza non può esistere per paura di Salvini, per evitare il voto dei cittadini o aspettare le nomine degli enti per occupare poltrone”. Il segretario dei Democratici indica quali devono essere i caratteri della coalizione che governa. “Deve fare vivere tra le persone una percezione di cambiamento su parole e contenuti chiari: lavoro, rivoluzione verde, scuola, salute, sicurezza urbana, investimenti, giustizia sociale. Solo questo aumenta la percezione di protezione che chiedono le persone. Dobbiamo costruire speranze, non alimentare polemiche. Sin dal primo istante ho ripetuto e confermo: non si può governare tra avversari e nemici. Nessun membro dell’alleanza può augurarsi o lavorare per la distruzione dell’altro. Questo offusca anche la forza delle cose fatte e, per quanto ci riguarda, rende fragile la credibilità di tutti”. Zingaretti conclude sottolineando che “la destra si contrasta solo ottenendo risultati tangibili nell’impegno per lo sviluppo e per la lotta contro le disuguaglianze sociali, costruendo iniziativa politica nel Paese. Su questo va rilanciata in fretta una visione del futuro e un profilo riformista e di rinnovamento del Governo. Va fatto insieme. L’alleanza ha senso solo ed esclusivamente se vive in questo comune sentire delle forze politiche che ne fanno parte, altrimenti la sua esistenza è inutile e sarà meglio trarne le conseguenze. Il Pd dovrà ora accelerare un processo di rinnovamento politico, organizzativo e programmatico che in mesi turbolenti pieni di incredibili novità abbiamo solo in parte avviato”.

 

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