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Nozze tra fiere di Vicenza e Rimini, ora si punta a mercati internazionali

Italian exhibition group vanta 61 prodotti in portafoglio, di cui il 90% di proprietà: può contare su 160 tra eventi e congressi all'anno
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RIMINI – E’ un matrimonio baciato dal sole che splende oggi sulla Riviera romagnola quello tra le fiere di Rimini e Vicenza. Dal quale nasce, primo caso nazionale destinato a fare scuola, Italian exhibiton group. Una società di 270 professionisti (anche se non è del tutto scongiurato, seppure improbabile, qualche esubero) con un Ebitda che supera i 22 milioni di euro, un patrimonio da 100 milioni e 119 milioni di fatturato. Italian exhibition group è creato grazie a 61 prodotti in portafoglio, di cui il 90% di proprietà, e 160 tra eventi e congressi organizzati all’anno. E la neonata già annuncia una novità. Il 3 novembre verrà annunciata l’acquisizione di due marchi importanti nel settore food da 95.000 visitatori complessivi all’anno: Cosmofood, già organizzato a Vicenza, e Golositalia, a Montichiari in provincia di Brescia. Oggi, nei padiglioni del quartiere fieristico di Rimini, la presentazione ufficiale alla stampa, con tanto di torta realizzata dallo chef Roberto Rinaldini raffigurante il logo: la “x” di exhibition, tricolore, a richiamare le anime delle due città, verde per “the green core” e rosso per “the beauty e well done”. Rappresenta, spiega il direttore generale Corrado Facco, “due valori di riferimento, la convergenza e la dinamicità”. E non tragga in errore la dicitura in inglese, “non siamo anglofoni, ma puntiamo all’internazionalità”.

Definito l’assetto societario, con la compagine riminese che arriva all’81% e quella vicentina al 19%. La sede ufficiale sarà in Riviera anche se verranno calendarizzate sedute del cda in entrambe le città. Consiglio di amministrazione che vede come presidente e amministratore delegato Lorenzo Cagnoni, vicepresidente Matteo Marzotto, direttore generale Corrado Facco, vicedirettore generale Carlo Costa; e come consiglieri: Barbara Bonfiglioli, Daniela Della Rosa, Maurizio Renzo Ermeti, Lucio Gobbi, Catia Guerrini, Simona Sandrini e Luigi Dalla Via. Obiettivo dichiarato la quotazione in Borsa, entro la primavera del 2018, con Ieg che mira anche a fungere da soggetto aggregatore per altre realtà fieristiche.

ORA FIERA RIMINI-VICENZA PUNTA A MERCATI INTERNAZIONALI

rimini_vicenzaUn’unione dettata dal mercato e non da confini amministrativi. Oggi a Rimini si apre una nuova era per il sistema fieristico italiano. Le società dei quartieri expo della città di Fellini e di quella delle ville palladiane, Vicenza, si uniscono per creare Italian exhibition group, primo soggetto in Italia per numero di manifestazioni organizzate direttamente, che mira a fare concorrenza non solo a Milano ma agli 11 giganti d’Europa. Andando a conquistare fette di mercato in India, come in Cina e Sudamerica. Un matrimonio d’interesse, spiega alla stampa oggi durante la presentazione ufficiale, il presidente di Ieg, Lorenzo Cagnoni. A spingere in questa direzione sono stati una soglia dimensionale superiore e la qualità. Ricercando nel partner solidità economica, stabilità, complementarietà di business e condivisione di una visione prospettiva strategica. In primo luogo, ricostruisce Cagnoni, “ci siamo guardati intorno in regione, ma anche oltre”, fino a individuare Vicenza. E “in un pugno di mesi si è conclusa l’operazione”.

marzotto_cagnoniOra però scatta “la fase più delicata e difficile”, con il piano industriale triennale, con cui si dovranno anche realizzare economie di scala. Andando a cercare “i pochi margini che rimangono sul mercato interno”, e aggredendo nuove frontiere. “Mettendoci insieme abbiamo la muscolatura per affrontare il mercato internazionale con maggior vivacità”. Intanto, ci sono gli investimenti già in atto: per Rimini 23 milioni di euro per ampliare il quartiere di oltre 20.000 metri quadrati lordi; Vicenza 20-25 per riqualificare la struttura, che si aggiungono ai 40 milioni per il nuovo padiglione e parcheggio multipiano. Verrà aumentato il volume degli investimenti sui prodotti, annuncia Cagnoni, mentre emozionato svela la targa con il logo della società. “Non eravamo sicuri di arrivarci e ora non vogliamo farci prendere dallo scetticismo. Però c’è da pedalare“. E la passione per le due ruote caratterizza il vicepresidente Matteo Marzotto, convinto che “insieme possiamo competere di più e meglio, nei nostri quartieri e in giro per il mondo. Aggreghiamo professionalità eccellenti al servizio di filiere eccellenti. Il bello inizia adesso”.

Tra gli obiettivi c’è anche la quotazione in borsa. Insomma “se il presidente del consiglio Matteo Renzi parla di industria 4.0, noi siamo 4.1“. I fondamentali economici, dai 120 milioni di euro di fatturato i 22 di Ebitda, entra nel tecnico il direttore generale Corrado Facco, sono “molto forti già a bocce ferme. E questa è solo la partenza”. La sfida, aggiunge, è “costruire servizi importanti e innovativi per completare l’offerta. Anche come organizzatori di eventi. I contenuti saranno il valore aggiunto”. Soddisfatta anche la parte politica. Il sindaco di Rimini Andrea Gnassi ricorda che la città è abituata ad avere lo “sguardo verso il mondo che spesso l’Italia non ha”. Assieme a Vicenza “siamo saliti sul campanile per guardare al mondo e siamo scesi per costruire un progetto che ci fa stare al mondo”. L’obiettivo è “essere tra i primi 11 d’Europa”, con la prima opera di aggregazione “destinata a promuoverne altre”. E “quasi un obbligo”, aggiunge il collega di Vicenza, Achille Variati, è la quotazione in Borsa: infatti “il legislatore italiano mette in condizioni non competitive il sistema fieristico non quotato e con soci pubblici”. Per cui è “la condizione per uscire dalla cappa delle normative di capitale pubblico”. Sulla fusione, sottolinea, “non mi interessa perdere la governance, non è un lasciare indietro, ma un guardare avanti. Dal punto di vista industriale, finanziario, economico e patrimoniale è la migliore operazione in assoluto”.

di Cristiano Somaschini, giornalista professionista

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