Renzi su Rolling Stone: “Io anti-star, e dico no ad House of cards”

Matteo Renzi è in copertina sul numero di novembre della rivista di musica."Pop o rock? Io mi considero molto semplice"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Renzi_copertina_Rolling_StoneROMA  – “Pop o rock? Io mi considero molto semplice, l’anti rockstar per eccellenza“. Matteo Renzi in copertina sul numero di novembre della rivista di musica Rolling Stone.

“The Young Pop”, il titolo che sovrasta l’immagine del premier in abito scuro e camicia bianca, le mani aperte in una citazione ironica di “The Young Pope” la serie tv scritta e diretta da Paolo Sorrentino.

“L’abbiamo messo davanti all’obiettivo di Giovanni Gastel e abbiamo cercato di catturarne o immaginarne la forma – oltre Twitter, oltre gli slogan di campagna elettorale già overload – perché anche il pop, pane per i denti di Rolling Stone, è meno appetitoso se l’unico ingrediente è il messaggio, che sia scadente o Dop”, spiega sul sito del magazine Giovanni Robertini, direttore di Rolling Stone Italia.

Nell’intervista Renzi prende le distanze dall’immagine del politico ‘star’. “Tutti quei politici che vivono nel culto di se stessi sono gli stessi che non riescono ad accettare di andare ai giardinetti. E quindi sono sempre lì, non se ne vanno, “a volte ritornano”, non accettano mentalmente l’idea dei giardinetti. Lo vediamo anche in questa campagna referendaria. Io credo invece che la politica sia un servizio a tempo, fare la rockstar no. Mi ritengo quanto di più lontano dalla rockstar. Sono un ragazzo semplice, di periferia, un boy scout”, spiega.

A chi gli chiede cosa faccia per stare al passo coi tempi, se come Paul McCartney ascolti il rap, Renzi risponde: “Non so se sono al passo coi tempi. Cerco di essere aggiornato. Per conoscere qualche novità, anche in senso più generale, gli strumenti sono tanti, ma la cosa migliore è fare una chiacchierata con i miei figli, più che ascoltare rap”.

Non ascoltano rap i suoi figli? “Talvolta sì, certo. Io su Spotify ho un po’ di tutto”, precisa il premier che passa a dettagliare: “Andiamo a comandare ce l’ho, ma ho anche roba di gente che mi detesta, tipo Vorrei ma non posto (di J Ax e Fedez, ndr). Ho veramente di tutto: da Signore delle cime all’ultimo di Elio e le storie Tese, di cui sono fan da tempi non sospetti”.

Non manca un’incursione televisiva. House of Cards? “La politica non è quella roba lì, anche se la cosa deluderà qualcuno, e lo dico con il massimo rispetto per la serie”, risponde, mentre su The Young Pope, il premier spiega che “Sorrentino è un genio, il papa con la Cherry Coke è fantastico e la sua fede mi ha fatto molto riflettere”).

Obama e Casaleggio le citazioni ‘politiche’. “Con la logica dello Yes We Can, Obama ha dimostrato che il sogno americano rende possibile tutto”, osserva il premier, che sul testamento video di Gianroberto Casaleggio taglia corto: “Non concepisco il futuro come minaccia. È un’idea che non mi appartiene”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»