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Comunali Napoli, Bassolino: “C’è da crescere ma ballottaggio è possibile”

L'intervista rilasciata all'agenzia Dire dal candidato sindaco di Napoli Antonio Bassolino
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NAPOLI – “Si aspetta di arrivare al ballottaggio? Lo spero. Io mi batto con tutte le mie forze”. Risponde così, in un’intervista all’agenzia Dire, il candidato sindaco di Napoli Antonio Bassolino.

“Ho visto con piacere – aggiunge – che Luciano Spalletti, dopo un’altra bella vittoria del Napoli, ha detto che la squadra deve ancora crescere. Lo dico anche io: dobbiamo ancora crescere in questa battaglia per arrivare al ballottaggio. Non è facile, non è semplice, però io penso che ci sia la possibilità”.
“Mi sono candidato il 13 febbraio, ormai parecchio tempo fa. Questa è la più lunga campagna elettorale della mia vita. Dovevamo votare tra fine maggio e inizio giugno. Invece – ricorda l’ex sindaco di Napoli – si è votato a Madrid, a Londra, in tante città, mentre in Italia le elezioni sono state rinviate a ottobre. Io ho continuato la mia battaglia elettorale, ho percorso un bel tratto di salita, anche se c’è ancora da fare. Venerdì sera chiudiamo la campagna elettorale a piazza del Gesù e poi la parola passa agli elettori”.

L‘ex governatore della Campania, interpellato in merito alla possibilità di raccogliere anche il voto di elettori di destra, spiega di essere “da sempre una persona di sinistra. Io di sicuro sono una persona di sinistra, da sempre. Lo sono da quando ero ragazzo e continuo a esserlo. Però – osserva Bassolino – noi oggi votiamo per Napoli. Io mi rivolgo a tutti i napoletani: di sinistra, di centro, di destra. Quando si voterà per Roma allora uno voterà per Fratelli d’Italia e un altro per il Pd, un altro ancora per la parte che considera più vicina. Ma ora votiamo per il sindaco: ogni elettore deve votare per la persona che considera più affidabile, per un sindaco che sappia fare il sindaco”.

Il candidato sindaco spiega di rivolgersi anche ai “tanti cittadini che da 10, 15 o, 20 anni non votano più. Per me – ammette – sono voti che valgono doppio perché sono voti per la democrazia, per tutti. Abbiamo bisogno di un sindaco che abbia dietro di sé la forza di un popolo, un sindaco eletto da tanti napoletani. Il fatto che su di me si sia indirizzata la fiducia di tante persone sfiduciate dalla politica e che da tempo non votano più accresce il mio impegno e il mio dovere di mettermi a disposizione per la città”.

“TANTI MINISTRI A NAPOLI, CON ME IL MIO ZAINETTO”

Io sono colpito in questi giorni – spiega Bassolino – da tanti ministri ed esponenti politici che vengono a Napoli e parlano come se ci fosse ancora il vecchio governo di prima, il Conte Bis, ma non c’è più. C’è il governo Draghi e noi dobbiamo collaborare con il governo Draghi. Sento parlare di patto per Napoli… Il patto per Napoli è giustissimo, ma si farà dopo le elezioni e lo farà il nuovo sindaco con il presidente del Consiglio Draghi”.

L’ex primo cittadino racconta la sua campagna elettorale, un continuo “tour quartiere per quartiere, riunioni di caseggiato, io busso alle porte delle case. Siamo io e il mio zainetto, senza assembramenti. È una campagna elettorale – dice – che riscopre anche il comizio, il rapporto con le persone, assieme al fatto che ogni giorno faccio il mio post su Facebook e Twitter. Però la politica è soprattutto guardarsi negli occhi, è il rapporto anche fisico con la realtà e la città”.

Bassolino si dice dispiaciuto perché quello che considera il suo principale competitor, il candidato di centrosinistra e M5s Gaetano Manfredi, ha rifiutato i confronti elettorali con gli altri aspiranti sindaci. “Sì – spiega – vengono tanti ministri e dirigenti politici da Roma. Peccato, però, che a Napoli non si fa una bella campagna elettorale fino in fondo con il confronto diretto tra i candidati. A me è molto dispiaciuto che questo confronto non ci sia stato perché Manfredi non ha voluto partecipare. Gli chiedo: Perché? Noi votiamo per il Comune, per la città, non per Roma, non per gli esperimenti politici, non per i laboratori”.
“La campagna elettorale – aggiunge – deve essere anche un momento di conflitto che fa crescere la città, fa crescere la partecipazione. Un momento di conflitto giusto. Io ci tengo allo stile, anche allo stile istituzionale. Allora – chiede Bassolino a Manfredi – perché dire che non ci sarebbero le condizioni per un confronto sereno? Ci sono eccome, anche da parte di Catello Maresca, Alessandra Clemente, da parte degli altri candidati. C’erano e ci sono tutte le condizioni per un confronto che secondo me sarebbe utile alla città”.

“COLLABORERÒ CON DE LUCA, NIENTE ‘APPICCICHI'”

Per l’ex governatore “Conta molto il giusto rapporto con le altre istituzioni. Avrò rapporti di forte collaborazione con la Regione Campania e con il governo nazionale, con Vincenzo De Luca e con Mario Draghi”.
“Non sono cose rivolte al futuro, io l’ho già fatto. Da sindaco – ricorda l’ex primo cittadino – collaboravo con Antonio Rastrelli di Alleanza nazionale, da sindaco e da presidente di Regione ho collaborato con Romano Prodi e con Silvio Berlusconi. È dovere del sindaco mettere assieme le persone: un sindaco non si deve ‘appiccicare’ (non deve litigare, ndr) con il mondo intero, Il sindaco deve mettere assieme, collaborare, spingere”.
Napoli ha bisogno di un sindaco che sia “capace – dice Bassolino – di far scattare un sentimento, un sindaco che non dovrà solo riparare le buche e ricucire le ferite sociali, ma anche mettere assieme le persone. Un sindaco che sia capace di suscitare un orgoglio napoletano, di far sentire i cittadini partecipi di una grande sfida”.
“Quando mi sono candidato, il 13 febbraio, c’è stato il rito della campanella a palazzo Chigi e si è insediato Mario Draghi. Mi è tornato alla mente Carlo Azeglio Ciampi che fu un presidente molto importante per Napoli, per il G7 e per Napoli. E Mario Draghi – osserva l’ex sindaco – può essere un presidente del Consiglio molto importante per Napoli perché il Pnrr, le risorse europee che ci arriveranno, possono essere un G7 moltiplicato per dieci”.

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