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Waste watcher, Stati Uniti e Cina i Paesi che sprecano di più il cibo

L'Italia è tra i Paesi più virtuosi, in testa la Spagna
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ROMA – L’Italia è tra i Paesi più attenti allo spreco alimentare, sia in termini di quantità buttata ogni settimana sia per le abitudini nutrizionali adottate. È quanto emerge dalla prima indagine globale sul rapporto fra cibo e spreco, ‘Food & waste around the world’, che ha coinvolto cittadini di otto Paesi del mondo. Pubblicata in occasione della della 2a Giornata internazionale di consapevolezza sulle perdite e gli sprechi alimentari, l’indagine è stata prodotta dall’osservatorio Waste watcher e promossa dalla campagna Spreco zero con Ipsos e l’Università di Bologna. Italia, Spagna, Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Canada e Cina: questo il bacino statistico.

I PAESI VIRTUOSI CHE NON SPRECANO IL CIBO

  • Spagna
  • Russia
  • Germania
  • Italia

Secondo il report, il 71% degli spagnoli getta il cibo meno di una volta alla settimana, risultando così la popolazione più virtuosa tra le otto. A seguire, con percentuali pressochè identiche, ci sono russi, tedeschi e italiani. Meno attenti i cinesi e gli americani. In generale, gli italiani sono quelli che sprecano quantità di cibo minore: 529 grammi a testa ogni settimana – i cinesi buttano via il doppio e gli statunitensi il triplo. Interessanti i dati sugli alimenti più comunemente avanzati.

I CIBI PIÙ SPRECATI

  • Frutta e verdura
  • Pane
  • Yogurt
  • Latticini
  • Cipolle

Quelli più diffusi sono i prodotti freschi e deperibili come frutta e verdura, di seguito troviamo il pane e infine yogurt, latticini e cipolle. Davanti a questi numeri, l’osservatorio Waste Watcher cerca di rilevare le cause scatenanti. Tra le prime c’è la dimenticanza: vale per il 50% degli italiani, russi, spagnoli e tedeschi. Il 72% dei cinesi invece ammette di non voler riutilizzare gli avanzi.

Il tema dell’avanzo del cibo è stato dibattuto a livello internazionale in occasione del Food System Summit di New York. Sulla necessità di trovare una soluzione concordano tutti i cittadini degli 8 Paesi intervistati. Tra le mozioni più apprezzate c’è l’educazione alimentare nelle scuole e per gli adulti, promossa da circa l’80% degli interrogati. Curioso poi il significato che i vari cittadini danno allo spreco alimentare. Per europei, specie italiani, e cinesi gettare il cibo è immorale, mentre l’area anglofona indagata il dispiacere è di tipo economico. Centrale nel report la dieta nutrizionale. Se l’Italia premia quella mediterranea, sono cinesi e russi quelli con un legame più forte al cibo tradizionale e locale. Il 40% dei tedeschi ammette di aver un’alimentazione confusa.

Il confronto incrociato sulle abitudini di acquisto, gestione e fruizione del cibo ha coinvolto 8.000 cittadini per ogni Paese e interrogato 1000 persone in ogni nazione. I dati saranno presentati oggi alla sede dell’Associazione stampa estera, a Roma. A partecipare Andrea Segrè, fondatore campagna Spreco zero e direttore scientifico Waste Watcher, Enzo Risso, direttore scientifico Ipsos e Matteo Vittuari, coordinatore Cross Country Report dell’Università di Bologna-Distal. Previsti gli interventi del ministro delle politiche agricole e forestali, Stefano Patuanelli, della viceministra degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Marina Sereni, del direttore economico della Fao, Maximo Torero e del vicedirettore generale della Fao, Maurizio Martina. A partecipare Vincenza Lomonaco, ambasciatore presso la Rappresentanza permanente d’Italia alle Nazioni Unite e Giorgio Marrapodi, direttore generale per la cooperazione allo sviluppo del ministero degli Affari esteri.

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