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Roma, Cicculli e Luparelli (Sinistra Civica Ecologista): “Ripartiamo da donne, sociale, servizi pubblici e patrimonio”

michela cicculli alessandro luparelli
I candidati della lista a sostegno di Roberto Gualtieri sindaco illustrano i punti più importanti del loro programma per la Capitale
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ROMA – “L’obiettivo della candidatura che abbiamo promosso all’interno della lista di Sinistra Civica Ecologista a sostegno di Roberto Gualtieri sindaco è innanzitutto cambiare rotta rispetto agli ultimi cinque anni di governo di Raggi. Anni difficili per tantissime associazioni e gruppi che nei territori hanno permesso che si potesse continuare a garantire servizi, socialità e spesso vie d’uscita dalla violenza per moltissime donne”. Lo ha detto la candidata all’Assemblea capitolina per la lista Sinistra Civica Ecologista, Michela Cicculli, in un’intervista all’Agenzia Dire.

Candidato nella stessa lista anche Alessandro Luparelli, storico esponente dei movimenti: “Il motivo per cui abbiamo costruito Sinistra Civica Ecologista è proprio per dare una svolta a questa città dopo ormai 10-15 anni di declino. L’obiettivo è stato quello di creare un soggetto politico e civico utile alla città: questo è il punto fondamentale, essere utili come realtà politica. E ciò significa raccogliere quelle energie, quell’umanità che si è manifestata in città in questi anni e che spesso si è sostituita alla politica facendo opposizione quando c’era da fare opposizione ed è stata propositiva per la città. Una città emergente che oggi non è rappresentata e che deve trovare un luogo dove rappresentarsi, e noi abbiamo costruito questo percorso che ha unito”.

CICCULLI: “PIÙ LUOGHI E ASCOLTO DONNE, ROMA DEVE DIVENTARE CITTÀ FEMMINISTA”

Rispetto alle politiche di genere, ha spiegato Cicculli, “la Giunta Raggi ha aperto il suo mandato nel 2016 con la chiusura di un importante servizio che solamente la lotta da parte delle donne di Roma ha permesso di riaprire. La convenzione con la Casa internazionale delle donne è stata firmata solamente la settimana scorsa e in molti territori ancora non abbiamo centri antiviolenza, né luoghi dove le donne possano recarsi per fuggire da un maltrattante. Dobbiamo fare questo: aprire ancora più servizi e soprattutto parlare con tutte le donne che vivono nei nostri municipi. In questo modo potremo dire di avere veramente una città femminista”.

LUPARELLI: “ASCOLTARE MOVIMENTI E COMITATI, DAREMO LORO RAPPRESENTANZA”

Io vengo dalla storia dei movimenti, che in questo Paese e in questa città sono stati fortissimi”, ha raccontato Luparelli. “Roma rappresenta una città generosa in questa storia, e purtroppo già vent’anni fa dicevamo delle cose che oggi stanno avvenendo, senza mai essere ascoltati. E questo fa sì che si sia creato un vuoto, poi colmato dall’antipolitica. Oggi con Sinistra Civica Ecologista proviamo a recuperare anche quella parte di soggettività e movimenti che nel tempo ci ha visto lungo, insieme a comitati e associazioni che tuttora rappresentano una risposta concreta ai reali bisogni della città e a cui va dato peso, forza, visibilità e rappresentanza”.

CICCULLI: “ATAC E AMA FONDAMENTALI, DEVONO RIMANERE PUBBLICHE”

Altro nodo imprescindibile da affrontare è la situazione delle aziende partecipate. Secondo Cicculli, “Atac e Ama sono due aziende pubbliche municipalizzate importantissime e che crediamo debbano assolutamente restare pubbliche, lontano da esternalizzazioni e da economie private. Devono garantire un servizio pubblico capillare in ogni territorio, perché non possiamo pensare che ci siano territori dove non avviene la raccolta differenziata o dove sia impossibile spostarsi: dobbiamo sicuramente lavorare su una riorganizzazione interna di queste aziende per garantire migliori condizioni contrattuali e quindi migliori servizi sui nostri territori, in accordo con i sindacati, i lavoratori e le aziende stesse”.

LUPARELLI: “RECUPERO PATRIMONIO PUBBLICO PUÒ RAPPRESENTARE RISCATTO CITTÀ

Anche la questione del patrimonio pubblico e degli spazi, ha evidenziato Luparelli, “è molto importante e lo è diventata ancora di più dopo la pandemia. Girando la città in lungo e in largo abbiamo visto che c’è stato un peggioramento delle condizioni sociali ed economiche da parte di persone che già erano in sofferenza prima dell’emergenza sanitaria e che ora devono addirittura reinventare la propria vita perché hanno perso il lavoro e hanno difficoltà a pagare l’affitto, quindi hanno accumulato morosità e c’è il problema degli sfratti. Il recupero e la rigenerazione del patrimonio pubblico in disuso potrebbero rappresentare il vero riscatto di questa città. Le politiche portate avanti finora su questi spazi sono però inadeguate, bisogna fare un salto paradigmatico di visione: la delibera 140 prevedeva la messa a valore economica degli spazi, danneggiando gravemente e irreversibilmente tutte quelle attività fragili che non fanno profitti o utili ma che rappresentano la bellezza di questa città, sia in termini di produzione di servizi che di offerta e produzione culturale, ma anche di emancipazione di una popolazione che spesso in periferia vive senza servizi e senza possibilità di accedere a beni culturali e sociali”.

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