Ndrangheta, 9 arresti nel Reggino, nelle Marche e a Milano

L'operazione Eyphemos II ha coinvolto soggetti ritenuti capi ed elementi di vertice di una cosca operante a Sant'Eufemia d'Aspromonte
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REGGIO CALABRIA – Nove ordinanze di custodia cautelare, di cui 4 in carcere e 5 agli arresti domiciliari, sono state eseguite oggi dalla polizia nei confronti di soggetti ritenuti capi ed elementi di vertice di una cosca di ndrangheta operante a Sant’Eufemia d’Aspromonte (Reggio Calabria). L’operazione Eyphemos II, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, ha colpito la cosca Alvaro, radicata nei territori di Sinopoli, San Procopio, Cosoleto, Delianuova. Gli arrestati sono ritenuti responsabili a vario titolo, di concorso esterno in associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori ed autoriciclaggio, con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa. L’operazione della Dda reggina e’ stata eseguita anche con perquisizioni e sequestri di imprese, societa’, bar, ristoranti e beni immobili, per circa 2 milioni di euro, in provincia di Reggio Calabria, Ancora, Pesaro Urbino e nella citta’ di Milano. L’inchiesta punta a fare luce su un’ampia serie di delitti eseguiti per occultare i beni derivanti dalle attivita’ delittuose e colpisce il complesso imprenditoriale, societario e immobiliare utilizzato di Domenico Laurendi e da altri soggetti, per infiltrarsi negli appalti, ripulire i proventi illeciti, penetrare nel tessuto economico-commerciale e mascherare i beni dalle attivita’ giudiziarie. 

 OPERAZIONE EYPHEMOS II, BOMBARDIERI: “COLPITI INTERESSI PATRIMONIALI”

“La specificita’ di questa operazione sta nell’aver colpito interessi patrimoniali di alcuni soggetti criminali della cosca in Calabria e nel Nord Italia con il sequestro di importanti iniziative economiche, alcuni bar, ristoranti, nonche’ alcune aziende che lavorano nel ramo delle costruzioni”. Cosi’ il procuratore capo di Reggio Calabria Giovanni Bombardieri in merito all’esito dell’operazione Eyphemos II. Tra gli arrestati spiccano i ruoli determinanti di un imprenditore Domenico Laurendi e di un commercialista Gregorio Cuppari. “Abbiamo ricostruito una serie di importanti relazioni – ha aggiunto Bombardieri – che hanno consentito anche di accertare il ruolo di primo piano all’interno della cosca svolgeva un commercialista che non si limitava a fornire un supporto tecnico alle attivita’ commerciali che gli venivano affidate, ma svolgeva un ruolo quasi di consigliere”. Tra le attivita’ commerciali poste sotto sequestro due bar e un ristorante a Milano, in immobile a Fabriano (Ancona), e un ristorante a Bagnara Calabra (Reggio Calabria).

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28 Settembre 2020
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