Chiara Ferragni come la Madonna, il Codacons la denuncia: “Blasfemia”

L'associazione dei consumatori ha presentato un esposto contro l'influencer: "Offende il sentimento religioso e utilizza immagini sacre a scopi commerciali"
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BOLOGNA – Blasfemia e offesa al sentimento religioso. Queste le accuse che il Codacons muove a Chiara Ferragni per un’immagine, comparsa sulla rivista Vanity Fair, in cui il suo volto appare sovrapposto a quello della Madonna in un’immagine sacra. L’immagine, rilanciata su Instagram da Vanity Fair Italia nei giorni scorsi, è stata presentata così: “Chiara Ferragni si racconta nell’intervista «Madre, figlio e spirito social» con il direttore Simone Marchetti, per il numero speciale di Vanity Fair diretto da Francesco Vezzoli. E proprio l’artista ha ritratto l’imprenditrice digitale nei panni di una moderna Madonna con bambino dipinta da Giovan Battista Salvi detto il Sassoferrato”.

 

“Presentiamo un esposto alla Procura della Repubblica e al ministro dei Beni culturali Dario Franceschini affinché intervengano su quella che non è una provocazione, ma una grave mancanza di rispetto per i cristiani, per l’intero mondo religioso e per l’arte in genere – spiega il Codacons in un comunicato–. L’immagine che raffigura la Ferragni nei panni di una moderna Madonna con bambino dipinta da Giovanni Battista Salvi detto il Sassoferrato sfrutta la figura della Madonna e la religione a scopo commerciale, essendo noto come la Ferragni sia una vera e propria “macchina da soldi” finalizzata a vendere prodotti, sponsorizzare marchi commerciali e indurre i suoi follower all’acquisto di questo o quel bene”. Il Codacons ha inviato l’esposto pure a papa Francesco “affinché si pronunci contro tale squallida e inutile provocazione”.

Il rapper Fedez, marito di Chiara Ferragni, ha commentato su Twitter la notizia della denuncia con un laconico “Mi mancavano”. Il tweet allude ai precedenti scontri tra l’associazione dei consumatori e la coppia. A marzo infatti il Codacons denunciò Fedez-Ferragni accusando la piattaforma da loro utilizzata- Gofundme- di applicare commissioni “ingannevoli” nell’ambito della raccolta fondi a sostegno della terapia intensiva del San Raffaele. Per chiarire la cosa si è mossa anche l’Antitrust. Dopo gli attacchi del rapper, poi, il Codacons presentò nei suoi confronti una denuncia per diffamazione.

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28 Settembre 2020
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