Grillo come Corbyn: sì alla riduzione dell’orario di lavoro

Leggi lo speciale della Dire sulla riduzione dell'orario lavorativo
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – Beppe Grillo pubblica sul suo blog un intervento di Claudio Cominardi, capogruppo del M5s in commissione Lavoro della Camera, in cui apre a una riduzione dell’orario di lavoro, tema entrato tra le tesi proposte dal Partito Laburista al congresso di Brighton. Per Jeremy Corbyn, infatti, bisognerebbe lavorare 4 giorni alla settimana, per un totale di 32 ore.

LEGGI ANCHE: Corbyn propone 32 ore di lavoro a settimana: il dibattito si riaccende anche in Italia

“In Inghilterra- scrive Cominardi- il partito laburista di Jeremy Corbyn sta promuovendo una riduzione dell’orario di lavoro e della settimana lavorativa. Stiamo parlando della patria della rivoluzione industriale, dove la normalità era quella di lavorare fino a 16 ore al giorno”.

“L’Italia- aggiunge- è il secondo Paese in Europa per numero di ore lavorate: un paradosso se pensiamo ai tassi di disoccupazione ancora troppo alti – anche se gli ultimi dati sull’occupazione premiano le politiche del Governo. Quindi che fare? Innanzitutto dovremmo porre al centro del dibattito la questione dell’orario di lavoro valutando le varie modalità di attuazione, perché non può esistere una sola soluzione in un mondo del lavoro articolato e complesso. Nel contempo il tema non può essere scollegato da quello della produttività, che vede il nostro Paese arrancare”.

“L’obiettivo comune- dice ancora- dev’essere quello di raggiungere gli standard dei principali Paesi europei, dove si lavora meno e si guadagna di più. Un esempio su tutti è la Germania dove si lavora 7 ore in meno alla settimana, in poche parole, gli italiani lavorano quasi un giorno in più alla settimana rispetto ai tedeschi a fronte di salari ben più bassi”.
“C’è forse qualcosa di utopico o di fantascientifico in tutto questo? Personalmente credo proprio di no”, conclude.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

28 Settembre 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»