Teleconsulto cardiologico, rivoluzione low cost dell’ospedale Brotzu

"E' un sistema dal potenziale straordinario: si tratta di trasportare la migliore tecnologia possibile nei posti più lontani e isolati"
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BARI – Una tecnologia per il teleconsulto dei pazienti con problemi cardiaci che non richiede l’acquisto di nuovi strumenti e che permette allo specialista di effettuare esami a distanza dirigendo un operatore in tempo reale. L’ha sperimentata l’Azienda ospedaliera G. Brotzu di Cagliari, e l’ha illustrata il suo ideatore, Roberto Tumbarello, al primo Congresso Aisdet su telemedicina e sanità digitale.

“E’ un sistema dal potenziale straordinario- spiega Tumbarello- praticamente si tratta di trasportare la migliore tecnologia possibile nei posti più lontani e isolati e ha un costo bassissimo perché utilizza la rete telematica regionale con dei costi irrisori, cioè un massimo di 2-3 mila euro a postazione, e permette di usare gli apparecchi in dotazione”.

“È un progetto che nasce dalla necessità di assicurare una valutazione in teleconsulto a distanza in patologie rare che possono essere diagnosticate in centri specifici, superando il meccanismo ‘store and forward’, cioè immagazzinare e poi trasmettere le immagini. Questo per alcuni pazienti non è sufficiente perché se ad esempio un ecodoppler viene fatto in maniera non corretta lo specialista non può fare una diagnosi valida, quindi serve che ci sia un’interazione in tempo reale in maniera tale che si possa intervenire come se lo specialista fosse con il malato”.

“Il sistema- continua il direttore di Cardiologia pediatrica dell’Ospedale Brotzu- permette di vedere sullo schermo sia le immagini dell’ecodoppler, sia l’intero scenario in maniera tale da poter indirizzare i movimenti della sonda tramite l’operatore sul posto. Il prototipo che è stato sviluppato è stato messo in pratica in posti isolati nei quali nascevano bambini cardiopatici per i quali era necessario effettuare una diagnosi corretta, sia per poter eventualmente trasferire il bambino tempestivamente, o per evitare di trasferire un bambino con problematiche diverse da quelle cardiache peggiorando potenzialmente la sua condizione”.

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