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Archeologia, Aquinum si svela ancora: trovata testa marmorea di Giulio Cesare

L'ultima scoperta è di quelle da lasciare a bocca aperta: tre teste di marmo di età romana, di cui una che sembra avere una forte somiglianza con i ritratti di Giulio Cesare.
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ROMA – Tre teste marmoree, una probabilmente raffigurante Giulio Cesare. La decima campagna di scavi ad Aquinum, nel Comune di Castrocielo, immerso nel verde e abitato da circa 4mila abitanti, ha regalato una nuova grande scoperta, dando ancor più forza al gruppo di giovanissimi tra studenti e non solo che da una decina d’anni sta riscoprendo la colonia romana che sta emergendo dalle parti di Castrocielo e Roccasecca, in provincia di Frosinone. Gli scavi hanno preso il via su impulso del sindaco di Castrocielo, un appassionato Filippo Materiale, e di Giuseppe Ceraudo, docente dell’universita’ del Salento, che insegna Topografia Antica e Aerotopografia archeologica.

Ad oggi sono stati ritrovati, tra le altre cose, una palestra, un’area termale con ingressi per uomini e donne, 4 colonne di 4 metri. E, scoperta degli ultimi giorni, le tre teste: la prima frammentaria di un personaggio maschile barbato, molto probabilmente il volto di Eracle, la seconda con un austero volto femminile e la testa velata ed una terza, ancora maschile, di particolare raffinatezza. Quest’ultimo volto merita particolare attenzione, non solo per l’alto livello stilistico ma, soprattutto perché, ad un preliminare e suggestivo esame, sembra avere una forte somiglianza con i rari ritratti di uno dei protagonisti indiscussi della storia di Roma, Giulio Cesare.

Il progetto Aquinum “parte da lontano, sono 10 anni che stiamo scavando“, ha spiegato Ceraudo ricordando che il lavoro è frutto dei suoi studi “portati avanti dalla fine degli Anni 90 per realizzare una carta archeologica del sito”.

Aquinum, spiega Ceraudo, “è il centro romano piu grande e importante lungo la via Latina, escluse Roma e Capua”. Qui “c’è un edificio termale di dimensioni enormi, c’è una sezione per le donne e una per gli uomini e una grande palestra”.

Tutti i dubbi sull’origine di tali scoperte sono stati spazzati via con un ulteriore ritrovamento, “una iscrizione musiva di una decina di metri che ci ha chiarito tutto, tutto quello che avevamo ipotizzato è poi venuto alla luce”.


















Sull’iscrizione era riportato anche il nome del magistrato Marco Vecchio, divenuto sindaco di Aquinum, “che aveva fatto costruire a sue spese tutto il complesso per aver raggiunto l’altra carica”. Tra le scoperte pure una latrina, 15 posti per il bagno pubblico.

Inevitabile il riferimento alla non distante Pompei: “Ma non per mettere in competizione i due centri- ha detto Ceraudo- voglio dare alcuni numeri: l’estensione di Pompei copre circa 60 ettari ed è stato calcolato che potesse contenere 40mila abitanti circa. Facendo un semplice rapporto, Aquinum oltre 100 ettari e verosimilmente tra 60 e 80mila abitanti vivevano nella citta romana. È la piu grande e importante, lungo la via Latina che unisce Roma con Capua”.

Per quanto riguarda la scoperta delle tre teste, “si tratta- precisa Ceraudo- di una scoperta eccezionale, soprattutto se venisse confermata l’identità del personaggio maschile su cui stiamo lavorando; ad ogni modo la prosecuzione delle ricerche potrà servire da volano per una migliore conoscenza e tutela del sito, anche in previsione di una futura valorizzazione strategica dell’area, che il Comune di Castrocielo ha iniziato ad attuare ormai da un decennio”.

I tre ritratti in marmo, insieme con tutte le altre novità acquisite nel corso della X Campagna di Scavi, saranno visibili in anteprima assoluta all’interno dell’Area Archeologica di Aquinum in Castrocielo. in occasione dell’Open Day di apertura al pubblico del 29 e 30 settembre.

Il 29 settembre, inoltre, sarà inaugurata la Mostra Fotografica per il Decennale degli Scavi dal titolo “AQVINVM X. 10 anni di scavi nell’Area Archeologica di Castrocielo“, cui è collegata una serie di manifestazioni culturali.

CULTURA. AQUINUM, SINDACO CASTROCIELO: SERVONO FONDI PER PROGETTI

Tutto è nato quasi per caso, una donazione di un benefattore che ha lasciato in eredità al Comune ciociaro diversi beni tra cui il terreno dove sorge Aquinum. L’interesse, la passione del sindaco Filippo Materiale hanno fatto il resto. Passione e amore per la storia, però, oggi non possono fare tantissimo da sole: la parte economica resta ovviamente fondamentale.

“Il Comune è entrato in possesso di alcuni terreni- spiega Materiale all’agenzia Dire- Grazie ad un benefattore, Plinio Pascale, che lasciò nel suo testamento olografo, trovato dopo la sua morte, questi beni“. Tra questi, “anche dei terreni” da cui è emersa l’area archeologica.

Una volta divenuti proprietari “indisturbati, partimmo con l’università del Salento, con il professor Giuseppe Ceraudo che già conoscevo, interessato a quest’area, e partimmo subito cominciando con dei progetti”. Scavi subito fortunati, “dove trovammo l’area termale dove siamo ora”.

Per realizzare questi scavi, giunti alla decima campagna, si alternano studenti universitari che inizialmente provenivano dall’università del Salento, dove Ceraudo insegna Topografia Antica e Aerotopografia archeologica, oggi invece da tutta Italia e pure dall’Europa. Si alternano ogni due settimane, guidati dallo staff del docente che guida i lavori, formato anche da ex studenti.

“Siamo soliti e lieti di ospitare campagne di scavi, studenti, dottorandi e dottori di ricerca che partecipano sempre più numerosi- continua Materiale- Ma dobbiamo affrontare spese, che non è facile sostenere. Però non abbiamo mai interrotto gli scavi. Il nostro intento è quello di scavare ma pure di mettere in sicurezza quello che troviamo sennò si fa un danno a storia e archeologia. Per farlo, ci servono risorse“.

Nell’area degli scavi ci sono due casali che ospitano gli studenti. Uno “lo abbiamo recuperato, prima era un rudere, neanche si vedevano le mura. E ci è costato molto, ma ora abbiamo un appoggio fondamentale per tutto”.

Con tutti i servizi, con luce ed acqua, “possiamo ospitare 12-15 studenti che vengono a scavare. Il Comune ha affrontato delle spese, contratto mutui. E poi per fortuna ci sono sponsor che ci consentono di coprire non tutte le spese che affrontiamo, ma almeno una parte”.

Ora, continua Materiale, “i tempi sono maturi perché lo Stato, l’Europa si dimostri sensibile, attenta al sito e finanzi progetti che siamo pronti a redigere”. Invece, “per quanto riguarda la Regione Lazio si affronta tutto con bandi, finalmente hanno adottato questo criterio e lo dobbiamo alla giunta Zingaretti. Con avvisi pubblici partecipiamo, e devo dire che se i progetti sono fatti bene, vengono valutati, premiati. Per quanto riguarda il discorso europeo, servono maggiori competenze e maggiore aiuto. Un piccolo Comune se deve fare un progetto che possa riscuotere l’attenzione dell’Europa, deve affrontare spese che difficilmente può sostenere. I progetti costano. A livello nazionale e regionale, riusciamo con le nostre forze a fare progetti”.

Aquinum “è riconosciuto dalla Regione Lazio monumento naturale, ha una connotazione unica“.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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