Scuola, Bussetti: “Da Palermo un nuovo modello formativo”

PALERMO - Il ministro dell'Istruzione e della Ricerca, Marco Bussetti, insieme al presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, e all'assessore
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PALERMO – Il ministro dell’Istruzione e della Ricerca, Marco Bussetti, insieme al presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, e all’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale, Roberto Lagalla, ha firmato a Palermo il protocollo di potenziamento del sistema educativo siciliano. Un atto che da’ seguito alla precedente visita, fatta nel mese di luglio, presso la scuola che ha ospitato l’incontro, l’Istituto Comprensivo Statale ‘Giovanni Falcone’ del quartiere Zen. Gia’ allora il ministro ha avuto la chiara percezione delle esigenze delle scuole che operavano nelle periferie a rischio, maturando la scelta di fare della scuola Falcone, punto di partenza per una progettazione mirata. “E’ il primo passo per accrescere il senso di appartenenza al proprio istituto, fondamentale per avere pieno rispetto del ruolo della scuola e per sentirsi pienamente coinvolti- ha affermato il ministro Bussetti, che ha sottolineato “da Palermo si lavora per il bene dell’Italia e oggi si inaugura un modello nuovo che mira, innanzitutto, a garantire ai ragazzi strutture sicure”. L’ obiettivo del protocollo e’ quello di contrastare la dispersione scolastica, potenziare l’offerta formativa rivolta agli studenti dell’isola, favorire una maggiore collaborazione tra scuola e famiglie e una migliore inclusione degli alunni con disabilita’. Una sperimentazione che coinvolgera’ una scuola pilota per provincia, selezionata per l’alto tasso di dispersione scolastica e per un’elevata presenza di alunni in condizioni di svantaggio personale e familiare. Un lavoro di squadra, che ha messo in sinergia tutti gli uffici degli enti interessati e che ha portato a definire un percorso che, in primis, rilancia il tempo pieno in Sicilia, coprendo il 7% e rappresentando la percentuale piu’ alta in Italia. Il ministro Bussetti ha colto l’occasione dell’incontro ufficiale per la firma del protocollo per annunciare l’interesse da parte di una compagnia di navi da crociera per la nascita di un Istituto Professionale nel quartiere.

BUSSETTI FIRMA PROTOCOLLO A PALERMO ALLO ZEN 

È stato accolto con l’inno nazionale dagli alunni dell’Ics ‘Giovanni Falcone’, nel quartiere Zen, il Ministro dell’Istruzione, dell’Universita’ e della Ricerca, Marco Bussetti, che, insieme al Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha illustrato i contenuti dell’Accordo di Programma per il potenziamento e il miglioramento del sistema educativo siciliano. A dare il benvenuto alle autorita’ presenti e’ stata Daniela Lo Verde, dirigente scolastica dell’Istituto. Un ringraziamento e’ andato al ministro per tutte le promesse mantenute che hanno supportato l’avvio dell’attivita’ scolastica, come il personale messo a disposizione per il supporto allo studente; l’acquisto dei libri di testo; il sistema video per l’aula magna donato da un’azienda privata, grazie ad una sinergia di intenti.

“Da questa scuola deve partire, per tutto il territorio nazionale, un esempio di impegno e di capacita’ per arginare il fenomeno della dispersione, per rafforzare il ruolo della scuola in un quartiere a rischio qual e’ lo Zen- ha detto Lo Verde, che ha aggiunto- La scelta di questa sede per la firma di un protocollo cosi’ importante da’ forza a chi si dedica alla formazione dei giovani con amore”. Ha parlato di risultati evidenti la dirigente, cosi’ come ha rimarcato l’importanza di allungare i tempi di apertura della scuola, perche’ rappresenta un luogo sicuro dove stare, che puo’ aiutare ragazzi e genitori alla crescita. Ha evidenziato, inoltre, la necessita’ di non abbandonare i ragazzi a conclusione del ciclo scolastico e ha proposto un indirizzo di scuola superiore nel quartiere, per evitare la dispersione scolastica contenuta nei primi otto anni. “Proporre percorsi di vita e scoprire attitudini e’ la cosa fondamentale per la scuola che opera con soggetti disagiati che spesso- ha concluso la preside- hanno un’autostima molto bassa, tendono a non accontentarsi”.

di Antonella Lusseri

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