venerdì 7 Agosto 2026

Università, Unimarconi al Meeting di Rimini: AI e tecnologia per colmare divari

I contributi del dibattito 'Giovani oggi, cittadini domani: quali contenuti per la scuola',

ROMA – Il Meeting di Rimini, sotto il titolo ‘Nei luoghi deserti costruiremo con mattoni nuovi’, ha confermato ancora una volta di essere un luogo privilegiato di dialogo tra istituzioni, società civile, accademia e mondo della scuola. Tra i numerosi incontri, il panel ‘Giovani oggi, cittadini domani: quali contenuti per la scuola’, moderato da Maurizio Amoroso, vicedirettore di Tgcom24, ha messo a confronto esperienze e prospettive su come accompagnare le nuove generazioni in una fase storica caratterizzata da profondi mutamenti culturali, sociali e tecnologici.

GIOVANI, SCUOLA E FUTURO: GLI INTERVENTI DEL DIBATTITO

Il dibattito, si legge in una nota, si è aperto con gli interventi di Francesco Manfredi, presidente di Indire, che ha sottolineato la necessità di una scuola “costituzionale”, capace di riconoscere lo studente come persona e futuro lavoratore, e di costruire percorsi personalizzati grazie a figure di orientatori e tutor. Pinella Crimì, vicepresidente del Forum delle Associazioni Familiari, ha richiamato l’urgenza di un’alleanza educativa forte tra scuola e famiglia, considerata uno strumento decisivo di sostegno ai giovani. Simona Malpezzi, vicepresidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, ha posto l’accento sul preoccupante fenomeno dell’abbandono scolastico precoce e sull’esigenza di politiche educative che integrino tecnologie e innovazione, per rendere la scuola più vicina ai ragazzi e alle loro reali esigenze.

PROF. NICOLUCCI: “TECNOLOGIE E DIFFUSIONE DEMOCRATICA DEL SAPERE”

Ha concluso il panel il professor Roberto Nicolucci, storico dell’arte, docente e membro del Consiglio di amministrazione dell’Università Guglielmo Marconi. Il suo intervento, continua il comunicato dell’ateneo, ha offerto la prospettiva di un ateneo pioniere in Italia nell’uso delle tecnologie digitali per la formazione, impegnato da oltre vent’anni a coniugare innovazione e rigore accademico.
“Dal lontano 2004 l’intuizione del nostro ateneo è stata quella di mettere a disposizione, in modo responsabile ed equilibrato, le molteplici opportunità offerte dalle tecnologie per la fruizione e la diffusione democratica del sapere, per colmare i tanti, troppi divari socio-culturali che ancora oggi dividono il sistema Paese Italia”. Parole, quelle di Nicolucci, che hanno sintetizzato la missione di UniMarconi: rendere la conoscenza accessibile a tutti, abbattere barriere territoriali e sociali, e fare dell’intelligenza artificiale e della didattica digitale strumenti non solo universitari, ma parte integrante dell’intero percorso formativo, dalla scuola alla formazione continua.
Il contributo del professor Nicolucci ha quindi offerto una chiusura significativa al panel, sottolineando come il cambiamento in atto sia non soltanto tecnologico, ma culturale e valoriale. Una prospettiva che richiama alla collaborazione tra istituzioni, famiglie e università per costruire un sistema educativo più equo e inclusivo, capace di rispondere alle sfide del presente e di preparare i cittadini di domani.

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