Scuola, Fimmg: “I medici di famiglia si rifiutano di effettuare i test sierologici? È una bufala”

Caudo (presidente): "Vedo pretestuosità, altri sindacati non hanno aderito"
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – “È una bufala la notizia che alcuni medici di famiglia si siano rifiutati di effettuare i test sierologici. Io rispondo per la Fimmg, ma esistono invece delle organizzazioni sindacali minoritarie che hanno scelto di non aderire all’iniziativa e, quando si parla dei medici di medicina generale, purtroppo, non si fa una differenziazione tra le varie sigle”. Lo chiarisce alla Dire Giacomo Caudo, presidente della Federazione italiana medici di famiglia (Fimmg), rispondendo alle accuse lanciate sui media da alcuni componenti del personale scolastico, chiamato a effettuare i test prima della riapertura delle scuole. Oltre al timore di contrarre il virus, tra le motivazioni che avrebbero scatenato i presunti rifiuti c’era anche la possibilità di una chiusura dello studio medico e la sanificazione a proprie spese dello stesso, in caso di risultati positivi ai test, nonché la mancanza di dispositivi di sicurezza idonei.

“In tutto questo- sottolinea il presidente- vedo una certa pretestuosità. Che differenza c’è tra una vaccinazione antinfluenzale e un test sierologico? Anzi, la prima è addirittura più complessa, perché iniettiamo una sostanza nell’organismo che potrebbe avere, raramente, delle reazioni. Con il test non facciamo nulla, solo un buchino dove esce una goccia di sangue e in più, vengono forniti camici, mascherine e guanti. È pretestuoso cercare giustificazioni di questo genere. La polemica in questi casi non serve- conclude Caudo- è necessaria la collaborazione per portare avanti un progetto che noi riteniamo meritevole di essere sostenuto“.

FIMMG: “SENZA VOLONTÀ CI SI ATTACCA A CRITICITÀ”

“Quando non c’è la volonta, spesso, ci si attacca anche a piccole criticità di natura organizzativa”, prosegue il presidente della Federazione italiana medici di famiglia (Fimmg). In molti, tra personale docente e Ata, hanno lamentato la scarsa disponibilità e la poca informazione dei medici di famiglia, oltre alla mancanza dei kit per effettuare i test. “I medici di famiglia della Fimmg- precisa Caudo- hanno dato la loro disponibilità. Gli insegnanti devono essere adeguatamente informati e anche loro devono condividere la volontà a partecipare. Bisogna sapere- continua- che dietro ai test sierologici c’è un’organizzazione piramidale. L’Asp (Azienda sanitaria provinciale) mette a disposizione i Kit e i dispositivi di protezione individuale forniti dalla Protezione civile. Successivamente l’Asp deve effettuare una distribuzione capillare nei vari distretti. Tutta questa organizzazione può creare delle criticità- spiega il presidente Fimmg- e chi non è pienamente convinto di fare il test si insinua, addossando spesso colpe agli altri”. Secondo il presidente della Federazione italiana dei medici di famiglia la riapertura delle scuole “ha un’importanza fondamentale per il nostro Paese. Sappiamo anche che- prosegue- potrebbe essere il luogo più pericoloso per la diffusione del virus. Per questo- conclude- sapere, con il test sierologico, se abbiamo avuto una presenza significativa del Covid nella scuola ci può dare delle indicazioni sulle strategie da utilizzare”.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

28 Agosto 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»