Governo, Richetti ‘signornò’: “Meglio irrilevanza che incoerenza”

Richetti dice 'no' alla trattativa col M5s e accusa di incoerenza i colleghi dem a partire da Zingaretti: "Voleva discontinuità a tutti i costi, il giorno opo è arrivato l'ok al Conte bis"
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ROMA – “Ma davvero è possibile che un movimento politico governi nello stesso mese con Salvini e con noi senza battere ciglio?”. Secondo Matteo Richetti, parlamentare dem, la risposta è no, non si può. Specie se a farlo è il Pd, quel Pd che solo pochi giorni fa aveva detto di voler fare il contrario di quello a cui ora si sta accingendo. Cosa che pare non preoccupare solo Richetti: “Raccolgo le preoccupazioni e lo sgomento dei tanti militanti del Pd che stanno scrivendo, a me come ad altri. Non si può fare un governo solo per evitare il voto a qualunque costo. Bisogna fare un Governo all’altezza delle sfide che abbiamo davanti. Non bisogna avere timore nè dei voti di Salvini, nè dei veti di Di Maio”. Soprattutto perchè “siamo il Pd e se perdiamo il coraggio, perdiamo noi stessi. Per questo ho detto no. Preferisco rischiare l’irrilevanza che l’incoerenza”.

Governo, Calenda: “Se si fa l’accordo lascio il Pd”

Richetti affida a Facebook le spiegazioni della sua scelta oggi in Direzione. Un ‘no’ solitario il suo, che ha più di una motivazione. Richetti parte dal far notare che “per la terza volta si riunisce una direzione che ascolta, esprime vaghi e condivisibili concetti legati alla responsabilità e al ‘viene l’Italia prima di tutto’, salvo poi fare seguire comportamenti in totale libertà rispetto a quanto detto”. Ma soprattutto, “alcune settimane fa, la direzione del nostro partito ha assunto un documento proposto da Carlo Calenda che escludeva accordi in questa legislatura con il Movimento 5 stelle. Abbiamo fatto il contrario“.

Secondo Richetti poi si sconfessa anche la linea del segretario Nicola Zingaretti che, all’ultima riunione, “ha pronunciato parole chiarissime, di necessaria discontinuità, escludendo la possibilità di un Governo con Conte premier. Il giorno dopo abbiamo dato l’ok a Conte premier”. Per Richetti il Pd doveva far altro. “Avevo chiesto una cosa: diamo vita ad un governo nuovo, con un premier autorevole e credibile in ambito internazionale (Giovannini, Barca, Cantone) e facciamo un esercizio di generosità; non un governo di tecnici ma un governo politico non composto dal ceto e dai gruppi dirigenti dei due partiti (Magatti, Becchetti, Bentivogli, Bonino). Sono tre giorni che parliamo di posti per i dirigenti, i ministri uscenti e soprattutto, dove mettiamo Di Maio…”. E ora ci sarebbe da spiegare se e come il Pd intende affrontare “le vere questioni: come farà Conte a sconfessare ciò che ha fatto il governo Conte? I ministri 5 stelle ancora oggi firmano lo stop ai porti italiani. Ma come pensiamo di condividere questo?”.

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28 Agosto 2019
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