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Conte: “Non escludiamo un dialogo con il Pd. Due mandati? Risolviamo in settimana”

Il leader M5S: "I Dem devono schierarsi a favore dei più deboli, del lavoro, dei giovani e delle donne ma sembrano aver accantonato l'esperienza positiva del Conte 2"

29-07-2022 14:53
giuseppe conte enrico letta
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ROMA – Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte tende la mano al Pd. “Non escludiamo il dialogo coi Democratici”, dice al giornale online Tpi.it. “Ci saranno le premesse – aggiunge – solo se il Pd vorrà schierarsi a favore dei più deboli, del lavoro, dei più giovani, delle donne“. Il presidente del M5S spiega di non aver cercato lui la caduta del Governo. “Non l’ho provocata. Mi assumo però tutte le responsabilità del fatto che l’agenda che noi dobbiamo portare avanti deve essere un’agenda sociale ed ecologica. E non abbiamo ricevuto risposte da nessuno, ma anzi abbiamo riscontrato un’indifferenza persino del Pd”.

LA PRECISAZIONE DEL M5S: “NESSUNA RIAPERTURA AD ALLEANZE”

Dopo che le dichiarazioni di Conte hanno iniziato a circolare, da fonti del Movimento 5 Stelle “si precisa che questa riposta non è in alcun modo da intendersi come una riapertura alla possibilità di una alleanza col Pd in questa campagna elettorale. Conte ha voluto semplicemente chiarire – spiegano le fonti pentastellate – che in prospettiva futura ci potranno essere le premesse per un dialogo solo se il Pd abbandonerà l’agenda Draghi e sposerà un’agenda autenticamente sociale ed ecologica”.

Per Conte, più della “larghezza del campo è importante la forza e la coerenza del programma. E la sua praticabilità. Non chiederò mai un voto ai cittadini per gestire il potere. Oggi non pare possibile realizzare alcun tipo di programma con personalità litigiose che non riescono a mettersi d’accordo su nulla. Da Calenda a Brunetta, da Renzi a Di Maio”.

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“PER RISOLVERE I PROBLEMI DELL’ITALIA NON BASTA IL PRESTIGIO DI DRAGHI”

Conte ha ben presente il rischio di una vittoria netta del centrodestra: “Non mi lascia affatto indifferente. Ma le politiche di destra vanno contrastate con politiche più efficaci e adeguate. Non opponendo una democrazia ingessata in cui viene impedita aprioristicamente l’alternanza”. Il leader M5S si sofferma ancora sul profilo degli alleati del Pd: “È un partito molto strutturato. Quello che non ha funzionato è la diagnosi della gravità della situazione che sta attraversando il Paese e la necessità di reagire. Proprio su questo si è prodotta una progressiva divergenza di vedute. Io ho sempre rispettato il prestigio del premier, ma ho anche ritenuto che per risolvere i problemi del Paese il prestigio di una singola persona non sia sufficiente. Mentre invece ho visto che il Pd si è affidato fideisticamente alla presunta agenda Draghi che però, almeno a noi, non è stata resa nota e che quindi non abbiamo potuto discutere”.

“IL PD HA ACCANTONATO IL CONTE 2”

Con il Pd, spiega Conte, “c’è stata un’esperienza concreta – il Conte 2 – che ha prodotto frutti positivi per il Paese, giudicata positivamente anche all’estero. Però quell’esperienza ha messo al centro la transizione ecologica, ha varato diverse misure nel segno dell’inclusione sociale, non lasciando indietro i più vulnerabili. Il Pd sembra aver accantonato quella esperienza rispetto a un indirizzo politico economico di segno diverso che Draghi ha deciso di perseguire. Quello che ha creato anche una difficoltà di dialogo interno è che il Pd non si è dimostrato, almeno in alcuni suoi componenti, convinto di poter difendere quel percorso e quelle misure: quello che io chiamo un’agenda sociale ed ecologica. C’è qualcosa di molto profondo su cui interrogarsi”.

“TETTO DEI DUE MANDATI? PARLO CON GRILLO, RISOLVIAMO IN SETTIMANA”

Della questione dei due mandati in M5S con Grillo “stiamo discutendo in queste ore, risolveremo in questa settimana, anche sulle modalità per valorizzare esperienza e competenze”, spiega Conte lasciando l’assemblea Coldiretti. “Presto parleremo dei nostri programmi e non di questa questione che non credo interessi molto”.


Ieri il leader del M5S ha smentito la notizia secondo cui Grillo aveva minacciato di lasciare il Movimento nel caso in cui Conte avesse deciso di rivedere la regola del doppio mandato: “Tra me e Beppe Grillo non c’è stata nessuna telefonata ieri sera (martedì ndr). Smentisco categoricamente tutte le indiscrezioni in merito a un suo aut aut su questioni interne al Movimento. Abbiamo di fronte una grande battaglia da combattere tutti insieme per il Paese, guardiamo uniti nella stessa direzione”, ha dichiarato in una nota.

CONTE: “DI MAIO? COLPA DELLA CRISI È ANCHE DI CHI HA FORMATO NUOVO PARTITO”

“La crisi è stata originata da chi ha voluto in una situazione assolutamente drammatica per il Paese dedicarsi anziché alle funzioni ministeriali a formare una nuova formazione politica, e questo è sicuramente un elemento di destabilizzazione”, aggiunge il presidente M5S, lasciando l’assemblea Coldiretti, riferendosi alla scissione di Luigi Di Maio e alla caduta del governo Draghi. E la responsabilità è “ancor prima di chi ha pensato di inserire nel dl Aiuti una norma che non c’entrava nulla come quella sull’inceneritore“, aggiunge Conte.

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2022-07-29T14:53:32+02:00