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Tg Riabilitazione, edizione del 28 luglio 2021

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Si parla di bimbi nati durante il lockdown, mal di schiena, alzheimer, malattie neurodegenerative
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NEI BIMBI NATI DURANTE IL LOCKDOWN RITARDI NEGLI SCHEMI POSTURO-MOTORI

“Nei bimbi nati nel primo lockdown abbiamo notato un ritardo negli schemi posturo-motori, mentre quelli che durante il primo confinamento avevano due anni sono più indietro nelle competenze sociali che avrebbero dovuto sviluppare. Allo stesso modo, i bambini che ora hanno tre anni mostrano un ritardo nello sviluppo delle competenze linguistiche”. A spiegare le conseguenze della ridotta socialità sullo sviluppo dei bambini è Magda Di Renzo, responsabile del servizio Terapie dell’IdO e direttrice del Corso quadriennale di specializzazione in Psicoterapia psicodinamica dell’età evolutiva della Fondazione MITE, che inaugurerà il nuovo anno a gennaio 2022 e per il quale si sono aperte le iscrizioni.

L’80% DELLA POPOLAZIONE È AFFETTA DA MAL DI SCHIENA, AIUTO DALLA RIABILITAZIONE

Le patologie che affliggono la colonna vertebrale sono molto diffuse. Il cosiddetto mal di schiena colpisce l’80% circa della popolazione italiana. Numeri persino in crescita nell’ultimo anno e mezzo di pandemia contraddistinto da diffuso ricorso allo smart working e legato a una scarsa attività fisica. Oltre ad essere un problema per l’individuo è anche un problema sociale che si traduce anche in molte ore di lavoro perse. Un aiuto arriva dalla riabilitazione. L’agenzia di stampa Dire ne ha parlato con il professor Alessandro Napoli, radiologo interventista presso l’Università Sapienza di Roma.

ALZHEIMER, L’ECCESSO DI RAME NON-CERULOPLASMINICO AUMENTA IL RISCHIO AMMALARSI

L’Alzheimer, la più temuta delle demenze, colpisce nel nostro Paese dalle 600 alle 800mila persone. È un processo degenerativo del cervello che compromette le principali funzioni cognitive e che rimane tra le patologie per questo più studiate dagli esperti. Oggi una ricerca di meta-analisi, pubblicata sulla rivista internazionale ‘Biomolecules’, ha esaminato 56 studi realizzati tra il 1984 e il 2020 su un totale di 6.000 soggetti, e li ha messi a confronto con un nuovo studio ‘di replica’. L’agenzia di stampa Dire per capire meglio l’obiettivo dello studio e soprattutto i risvolti terapeutici per i pazienti affetti da questa grave patologia ha interpellato la dottoressa Rosanna Squitti, ricercatrice presso il Dipartimento di Medicina di Laboratorio dell’Ospedale Fatebenefratelli-Isola Tiberina di Roma e capofila dello studio che coinvolge 6 importanti centri italiani. Lo studio ha dimostrato che l’eccesso di rame non-ceruloplasminico aumenta 3 volte il rischio di ammalarsi.

MALATTIE NEURODEGENERATIVE DEL BAMBINO, AVVIARE PRECOCEMENTE A RIABILITAZIONE

“La riabilitazione in bambini affetti da malattie neuodegenerative, che hanno un impatto in tutto il processo di neurosviluppo, è fondamentale. È altrettanto importante avviare un protocollo in tempi brevi, personalizzato e che tenga conto delle funzione neurologiche compromesse in quel bambino e per quella patologia”. A dirlo è la dottoressa Adele D’Amico, dell’Unità Operativa di Malattie Muscolari e Neurodegenerative, ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. “Bisogna tener conto delle difficoltà non sono solo motorie ma cognitive, relazionali e comunicative- ha proseguito l’esperta alla Dire- per questo è giusto intervenire sui diversi aspetti e definire gli obiettivi del progetto riabilitativo sia nel breve che nel lungo termine tenendo in considerazione i desideri e le risorse sia del bambino che del nucleo familiare nonché del contesto territoriale dove il bambino effettuerà il trattamento”.

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