Carabiniere ucciso, la foto choc del ragazzo bendato in caserma. Salvini: “Unica vittima è l’uomo ucciso”

Christian Gabriel Natale Hjort è immortalato con le mani legate dietro la schiena, il volto bendato e il capo chino poco dopo il fermo
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Il caso di Mario Cerciello Rega, il carabiniere ucciso a Roma il 26 luglio, continua a far discutere. Ad accendere gli animi oggi è la foto diffusa da Il Corriere.it di Christian Gabriel Natale Hjort, scattata in Caserma poco dopo il fermo dei Carabinieri. Il 18enne accusato di complicità nell’omicidio del militare, è immortalato con le mani legate dietro la schiena, il volto bendato e il capo chino. Sulla sua testa, appese alla parete, le immagini di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

“A chi si lamenta della bendatura di un arrestato, ricordo che l’unica vittima per cui piangere è un uomo, un figlio, un marito di 35 anni, un Carabiniere, un servitore della Patria, morto in servizio per mano di gente che, se colpevole, merita solo la galera a vita. Lavorando. Punto”, dichiara il ministro dell’Interno Matteo Salvini, su facebook.

CARABINIERE UCCISO, GRASSO: QUELLA FOTO FA MALE ALL’ARMA E ALLO STATO

“Penso che la foto di cui tutti parlano, e che ovviamente mi guardo bene dal pubblicare, sia la prova di almeno un paio di reati, e probabilmente una buona arma in mano agli avvocati difensori dell’assassino. E’ una foto che mi fa male perché quel comportamento infanga il lavoro di migliaia di Carabinieri. Chi rappresenta lo Stato non deve fare queste cose. Chi fa il Ministro della Repubblica non deve giustificarle, come hanno fatto Centinaio e Salvini. Chi- come la Lega- lancia un sondaggio su facebook per aizzare gli istinti più bassi dei cittadini non ha alcun senso dello Stato. E’ pericoloso, sbagliato, e fa male al nostro Paese. Non posso nascondere di essere davvero preoccupato”. Così il senatore Pietro Grasso (LeU) in un lungo post su Facebook che in pochi minuti ha avuto migliaia di like e condivisioni.

Prosegue Grasso: “Quando arrestammo Bernardo Provenzano, o quando interrogai Giovanni Brusca, mi trovai davanti uomini che avevano commesso le stragi, fatto uccidere colleghi e amici, progettato il mio omicidio e il rapimento di mio figlio. Potete immaginare il mio stato d’animo. Ho sempre avuto chiaro però quale fosse il mio ruolo: quello di rappresentante dello Stato. A Provenzano, catturato dopo 43 anni di latitanza, la prima cosa che chiesi fu: ‘Ha bisogno di qualcosa?’; rispose che aveva bisogno di un’iniezione per curare la sua malattia, e rapidamente trovammo il modo di fargliela. Gli dimostrammo la differenza tra noi e loro: non ci si abbassa mai al livello dei criminali che si combattono, non ci sono e non devono esserci eccezioni. Questo significa essere uomini e donne al servizio dello Stato”, conclude Grasso.

L’OPINIONE DEL WEB

Sul web in molti hanno mostrato il proprio sdegno riguardo allo scatto realizzato nella caserma dei Carabinieri. M. E. scrive: “Ridatemi lo Stato di Diritto. Dove chiunque, organi istituzionali compresi, è tenuto ad agire secondo la legge. Dove la giustizia non passa per la vendetta e non risponde alla pancia. Dove è garantito il rispetto della dignità della persona, di tutte le persone”. “Sono un grandissimo sostenitore delle forze dell’ordine e dei carabinieri in primis. Ma quanto stona il ragazzo bendati sotto la foto di Falcone e Borsellino, forse l’immagine più incoerente degli ultimi anni..”, si legge in un altro tweet.

Ma ci sono anche voci fuori dal coro, come quella di M. G. che scrive: “Sicuramente sarebbe stato meglio che ad occuparsi della questione fossero i carabinieri, detto ciò in un interrogatorio momenti in cui l’imputato viene bendato per l’ovvia ragione che non deve vedere ciò che accade attorno sono la norma. #Carabinereucciso“. E commento più forte di A. M. che scrive: “In altri paesi cosiddetti più civili dell’Italia che tanto criticate la benda glie la mettevano al’collo altro che Italia il paese dei balocchi per i criminali di tutto il mondo”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

28 Luglio 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»