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Firenze, la biblioteca nazionale è senza personale: appello a Bonisoli

"I bandi per le assunzioni devono essere fatti subito e devono garantire entro un anno la disponibilità permanente dell'organico"
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ROMA – “Caro ministro Bonisoli, i problemi vanno affrontati e non rimandati in un prossimo futuro, come hanno fatto i suoi precedessori. Anche se lei è da poco ministro, questo non giustifica che, per risolvere i problemi, lei ci informi che in futuro disporrà faraoniche assunzioni. I bandi per le assunzioni devono essere fatti subito e devono garantire entro un anno la disponibilità permanente in organico per sopperire alla mancanza di personale nella gestione corrente dei servizi all’utenza”. Queste le prime parole dell’appello lanciato oggi al ministro della Cultura, Alberto Bonisoli, da parte del Coordinatore regionale Confsal-Unsa della Toscana, Learco Nencetti per porre rimedio alla mancanza di personale della Biblioteca Nazionale di Firenze.

“Apprendiamo- si legge- che martedì 31 il ministro sarà a Napoli, alla Biblioteca Nazionale, per l’importante presentazione dell’acquisizione di tre lettere autografe di Giacomo Leopardi. Invece, venerdì 3 agosto sarà ad Aquileia a presenziare ed inaugurare il nuovo (allestimento) del museo Archeologico Nazionale. E, questo senza contare quante (tante) altre inaugurazioni Lei, Signor ministro, ha già fatto in questi suoi primi due mesi di mandato. Possiamo ben dire che oramai questa attività di essere sempre presente alle belle iniziative sia una sua costante di ministro dei Beni culturali e, ci creda, non è stato l’unico”.

“Dobbiamo constatare, come di recente mi ha scritto, che per Lei le problematiche di gestione, trasparenza e buon funzionamento non sono così importanti da giustificare una sua solidale presenza a Firenze- spiega ancora il sindacalista- di fatto lei Signor ministro, preferisce sodalizzare laddove ci stanno divertimento, spettacolo, cinema, musica o teatro. E, se gli vengono posti problemi da risolvere subito, rilancia con piacere faraoniche assunzioni (oltre 4.000) rimandando ad anni successivi la loro risoluzione senza tener conto che la necessità di porre rimedi, purtroppo, è immediata”.

“Venga anche a Firenze- esorta infine Cencetti- le paghiamo noi il pranzo con la bistecca alla fiorentina e del buon vino, ma senza i tarallucci – se non per inaugurare qualcosa almeno per portare solidarietà e rendersi conto di come attualmente con poco personale viene aperta la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, particolare fiore all’occhiello dei nostri ‘archivi della memoria nazionale'”.

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