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“Calci e pugni al pulmino, ci hanno urlato assassini”: i dem raccontano l’aggressione No Vax

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La testimonianza dei deputati dem assaliti dai no vax dopo il voto alla Camera
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ROMA – Calci e pugni dai manifestanti No Vax al pulmino che stava portando i deputati Pd Elisa Mariano, Ludovico Vico e Salvatore Capone all’aeroporto di Fiumicino. Momenti di tensione questa mattina davanti Montecitorio, ed “è stata una situazione non bella, per fortuna non ci siamo fatti nulla, solo tanto spavento“. A raccontarlo è Elisa Mariano, uno dei deputati Dem aggrediti.

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“Stavamo uscendo da Montecitorio- racconta Mariano- e avevamo un pulmino che ci attendeva per portarci in aeroporto. I miei due colleghi sono usciti leggermente prima di me, ma sono stati subito inseguiti e circondati dai manifestanti, che li hanno insultati al grido di ‘assassini’. Sono riuscita a raggiungere i miei colleghi dentro la vettura, ma per qualche minuto il pulmino è stato preso a calci e pugni da almeno 30-40 persone. Tutto questo fino all’intervento di uomini in borghese che, poi, mi hanno spiegato essere della Digos”.

Mi hanno dato dell’assassino e del delinquente, ci hanno strattonati e infilato dei volantini in tasca. Non voglio drammatizzare ma c’è un clima preoccupante”. Così Ludovico Vico, deputato del Pd racconta alla DIRE quanto avvenuto davanti a Montecitorio, dopo il voto al decreto legge che impone l’obbligo di vaccinazione.

“Io e altri colleghi pugliesi siamo usciti insieme per prendere un pulmino e andare insieme all’aeroporto, siamo stati avvicinati da alcuni manifestanti che ci hanno chiesto come avevamo votato e noi abbiamo risposto che avevamo votato a favore del testo. A quel punto- spiega Vico- sono iniziate le urla e gli spintoni: ci hanno dato dell’assassino e del delinquente. Quando siamo riusciti ad entrare sul pulmino hanno preso a calci anche quello, fino a che un paio di agenti della Digos in borghese ci hanno consentito di muoverci”.

Vico è colpito “dal contatto fisico e dagli spintoni: anche se non voglio drammatizzare, mi sono sentito minacciato nella persona, nel ruolo e nella libertà, con una classica tecnica di aggressione”.

Andando oltre l’episodio di oggi, il parlamentare osserva che “c’è un clima alimentato da chi inneggia al dileggio e alla violenza mediatica. Oggi sono i vaccini, ieri un’altra cosa e poteva succedere anche con i vitalizi, se non avessimo approvato la legge. C’è un continuo inno a vituperare, a dileggiare e offendere che va al di là dei contenuti, un virus che è diffuso in politica e sui social. Se a ciò si aggiungono le fake news il quadro è completo”.

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