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Siria, Assad concede nuova amnistia ai ribelli

La misura non riguarda i combattenti di Al-Nusra, che stanno affrontando una crisi interna che potrebbe portare al divorzio da Al-Qaeda
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Assad

ROMA – Il presidente Bashar Al-Assad ha nuovamente concesso l’amnistia a tutti i ribelli che si arrenderanno all’esercito regolare e consegneranno le armi, ma tale misura non riguarda anche quelli di Al-Nusra, che in questo momento sta peraltro affrontando una complessa crisi interna che potrebbe provocare il divorzio dal proprio gruppo-madre: Al-Qaeda. La ricostruzione dei fatti e la relativa analisi viene fornita all’agenzia Dire dal portale ‘Lookout News’ . L’annuncio del decreto adottato da Assad è arrivato mentre le forze governative siriane, con il supporto della Russia, stanno prendendo il sopravvento nella parte est di Aleppo, dove sono concentrate le sacche di resistenza degli oppositori al regime: dopo aver preso anche il controllo di Castello Road, la principale via di collegamento che conduce ad Aleppo, impedendo l’arrivo di rifornimenti dall’esterno ai ribelli, Bashar Al-Assad ha fatto una mossa che spera possa rivelarsi decisiva per la conquista definitiva della città. Sempre oggi russi e siriani hanno comunicato in contemporanea l’avvio di una campagna umanitaria per soccorrere le circa 300mila persone bloccate all’interno della città, con l’apertura di quattro corridoi umanitari: tre per i civili e uno per i ribelli che eventualmente decideranno di arrendersi.

Nel definire i dettagli del piano, il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu ha spiegato però che il quarto corridoio quello per il passaggio dei combattenti che deporranno le armi– è ancora in fase di realizzazione. Secondo Mosca, il rallentamento è dovuto all’ostruzionismo degli Stati Uniti, che non hanno messo a disposizione dei vertici militari russi operanti in Siria le informazioni necessarie per distinguere le aree in cui operano i miliziani del Free Syrian Army (Fsa) da quelle dove sono invece asserragliati i jihadisti di Jabhat Al-Nusra, sinora infatti esclusi dalle trattative con il governo siriano e la comunità internazionale al pari dello Stato Islamico. Da alcuni giorni, la situazione interna a Jabhat Al-Nusra è però tornata sotto i riflettori internazionali, a seguito del ritorno di voci su una sua imminente scissione da Al-Qaeda.

al qaedaFonti d’intelligence accreditate confermano che da settimane il consiglio consultivo del gruppo salafita (Majlis Al-Shura) sta discutendo la questione. Finora il leader di Al-Nusra, Abu Mohammad Al-Julani, si è rifiutato di prendere in considerazione l’ipotesi. Ma la minaccia del congelamento degli aiuti economici da parte dei principali finanziatori dell’organizzazione- Arabia Saudita, Qatar e Turchia- potrebbe costringere Al-Julani a optare per la rottura dei rapporti con Al-Qaeda e il riposizionamento nella galassia delle opposizioni al regime di Damasco. Questa- come sostengono diversi media arabi- sarebbe d’altronde l’unica via percorribile dal Fronte Al-Nusra per tentare di scongiurare l’isolamento internazionale e provare a inserirsi in un futuro tavolo negoziale, sotto l’ombrello di una nuova coalizione il cui nome potrebbe essere Jabhat Fateh Al-Sham e in cui andrebbero a confluire Ahrar Al-Sham e diverse altre fazioni islamiste che oggi operano nel nord della Siria sotto il nome di Jaish Al-Fatah (Esercito della conquista).

siriaAd oggi, Al-Nusra dispone di una forza militare compresa tra i 10mila e i 15mila combattenti, dispiegati principalmente nella parte nord della provincia di Aleppo e nella provincia di Idlib. Circa altri 700 combattenti sono attivi invece nell’area di Daraa, nel sud della Siria, mentre in altre zone del Paese Al-Nusra opera al fianco del gruppo Stato islamico (Is). Lo strappo da Al-Qaeda potrebbe adesso proiettare l’organizzazione di Al-Julani in acque relativamente meno agitate, almeno in attesa di tempi migliori. Ma e’ un piano difficile da realizzare, soprattutto adesso che l’amnistia concessa da Assad e Mosca costringera’ tutti gli attori in campo in questa guerra a scoprire le carte. Non e’ infine da escludere del tutto che gli irriducibili di Al-Nusra possano scegliere di gettarsi tra le braccia dello Stato Islamico, che in Siria e’ abbastanza forte da poter condizionare le strategie dei suoi avversari.

di Alessandra Fabbretti, giornalista

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