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Vaccino, Federfarma: “Dopo ferragosto Moderna arriva in farmacia”

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L'intervista al vicepresidente Alfredo Procaccini: "Torna la fiducia nel monodose J&J complici le vacanze senza incubo richiamo"
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ROMA – Nonostante le raccomandazioni ministeriali e del Cts di non somministrare i vaccini che sfruttano la piattaforma ad Adenovirus molte Regioni, compreso il Lazio, consentono la prenotazione del siero anche a coloro che hanno meno di 60 anni. Forse la voglia di partire per le vacanze vaccinati e senza l’incubo di rientrare per ricevere la seconda dose, ha contribuito ad un rilancio soprattutto del siero J&J che è monodose e che può essere comodamente somministrato nella farmacia più prossima all’abitazione o al lavoro. Per capire come stanno davvero le cose e se nelle farmacie arriveranno altri tipi di vaccini l’agenzia di stampa Dire ha interpellato Alfredo Procaccini, Vicepresidente Federfarma Nazionale e Vicepresidente Federfarma Roma.

– Dopo la ‘fuga’ da AstraZeneca e un po’ da J&J c’è l’addio da parte della popolazione rispetto ai vaccini ad Adenovirus? Le vaccinazioni in farmacia nel Lazio ma anche in tutta Italia sono rallentate?

“Dal punto di vista numerico non siamo ancora di fare delle valutazioni definitive. Quello che posso dire è che i pazienti stanno tornando a vaccinarsi in farmacia. In particolare nel Lazio, che osservo da vicino, tendenzialmente si avverte l’esigenza di vaccinarsi nonostante l’informazione davvero ‘particolare’ sia stata promossa su questo tipo di vaccini. I cittadini continuano a vaccinarsi anche con i vaccini che sfruttano la piattaforma ad Adenovirus e in particolare il siero di J&J proprio perché, essendo dose unica, è più facile da gestire. Indubbiamente la spinta deriva dal fatto che le vacanze sono vicine e partire vaccinati è senza dubbio comodo e il monodose offre questa possibilità”.

– È vero che dovrebbe arrivare Moderna? Quante dosi al giorno sarebbero previste per singola farmacia?

“Vista la fiducia recuperata verso il Johnson & Johnson la piattaforma della Regione Lazio, in particolare, ha riaperto a tutte le fasce d’età perché ricordiamo che c’era stato un momento in cui il vaccino era stato precluso agli under 60. Visto che registriamo nuovamente l’affluenza per il monodose crediamo giusto, in questa prima fase, nonostante siamo in grado di gestire anche la somministrazione del siero Moderna di attenerci al monodose. I sieri che prevedono doppia dose sono ora meno gestibili visto l’avvicinarsi delle partenze sia per il cittadino che per le stesse farmacie relativamente a chiusure per il periodo feriale. Abbiamo pensato perciò di procrastinare l’opportunità di somministrare in farmacia il vaccino Moderna dalla seconda metà di agosto in poi“.

– Ecco guardando già avanti… l’autunno e le ‘nuove’ vaccinazioni, siete pronti come farmacie a restare in campo o a questo punto stare dentro la campagna vaccinale è più un problema che altro?

“Quello che posso dire è che ci siamo resi conto che è abbastanza complicato gestire la campagna vaccinale. In ogni caso posso dire che è stato anche utile sostenere questo periodo di ‘apprendistato’ sia dal punto di vista operativo, anche se grazie alla formazione presso l’ISS eravamo già pronti dal punto di vista professionale, che gestionale. Ora siamo in grado di affrontare l’autunno e la gestione anche di ulteriori vaccini oltre a quello J&J. Sono molto contento inoltre della prova data dai farmacisti, è grazie a tutti loro se oggi siamo in grado di combattere questa ulteriore battaglia che implica un nuovo sistema di svolgere la professione del farmacista. Sappiamo già che negli ultimi anni la farmacia è cambiata molto e i colleghi sono molto pronti e preparati. In autunno saremo perfettamente in grado di rispondere a tutte le richieste di salute tanto ‘Covid’ che ‘Non Covid’ che i cittadini vorranno rivolgerci”.

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