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Rifiuti Roma, in arrivo l’ordinanza di Raggi per riaprire la discarica di Albano

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L'impianto di smaltimento della cittadina dei Castelli romani è chiuso dal 2016
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ROMA – La sindaca della Città Metropolitana di Roma, Virginia Raggi, ha dato mandato agli uffici di preparare un’ordinanza per la riapertura della discarica di Albano. L’atto, secondo quanto apprende l’agenzia Dire, ha irritato non poco l’assessore ai Rifiuti della Regione Lazio, Massimiliano Valeriani, ed è arrivato in coda alla riunione sull’emergenza rifiuti nella Capitale convocata online dal prefetto Matteo Piantedosi alla quale hanno partecipato anche il ministero dell’Ambiente, Ama, E. Giovi e Arpa Lazio.

L’impianto di smaltimento della cittadina dei castelli romani è chiuso dal 2016 dopo un incendio che ha distrutto il tmb (che funzionava in collegamento con la discarica), ha ancora volumetrie autorizzate fino al 2024 per 250.000 metri cubi ma in alcuni pozzi spia di quell’invaso i valori limite relativi alle concentrazioni degli inquinanti sarebbero stati superati e sarebbero ancora in corso alcuni rilievi dell’Arpa Lazio. La situazione dei sacchetti di immondizia a terra nelle strade di Roma è vicina al collasso e il ministero dell’Ambiente ha “invitato caldamente” a trovare una soluzione. Inoltre da una parte la società E. Giovi, che gestisce in amministrazione giudiziaria i due tmb di Malagrotta, ha fatto sapere che senza ulteriori interventi per garantire lo smaltimento degli scarti da giovedì non potrà ritirare da Ama 3.400 tonnellate di immondizia ogni settimana e dall’altra anche la Saf, azienda di proprietà dei comuni della provincia di Frosinone, ha annunciato di avere problemi con lo smaltimento e per questo sarà costretta sempre da giovedì ad annullare l’aiuto che dava a Roma. Un altro problema sembra stia per verificarsi nella provincia di Latina, dove il tmb Rida (anche in questo caso per mancanza di sbocchi nelle discariche) dovrà diminuire di 350 tonnellate al giorno il tal quale raccolto nei comuni della provincia pontina.

MA I SINDACI DEI CASTELLI DICONO NO

“Su un tema come questo che coinvolge i comuni della Città metropolitana anziché cercare il dialogo la sindaca Raggi pensa di decidere a colpi di ordinanza. Se questo è il metodo, alle barricate si risponde con le barricate. Intendiamo opporci in tutti i modi e con tutti i mezzi legali, perché vicino a quella discarica ci sono centri abitati”. Così a Sky il sindaco di Albano, Massimiliano Borelli, ha replicato alla decisione della sindaca della Città Metropolitana di Roma, Virginia Raggi, di predisporre un’ordinanza per la riapertura della discarica del comune dei Castelli romani per intervenire sul l’ennesima emergenza rifiuti di Roma. “Il conferimento dei rifiuti presso la nostra discarica è possibile solo se i rifiuti vengono preventivamente trattati, perché quell’impianto era a servizio di un tmb che è andato a fuoco nel 2016 – ha spiegato Borelli – Vorrei capire, al di là dell’ordinanza, con quale criterio si fa questo tipo di scelta e come si può autorizzare un intervento di questo tipo. Mi muoverò per vie legali come abbiamo già fatto in passato e spesso abbiamo avuto ragione”.


Raggi ha motivato questa scelta con inerzia della Regione Lazio che non ha riaperto le discariche autorizzate: “L’inerzia non è della Regione Lazio ma della Capitale, che in questi anni non è riuscita a mettere in campo politiche ambientali che puntassero sulla raccolta differenziata spinta. Se Raggi volesse degli esempi potrebbe venire qui ad Albano, dove siamo arrivati all’80% – ha aggiunto Borelli – È vero, siamo una piccola realtà ma possiamo insegnare anche a Roma come si fa la differenziata. Il problema che si sta evidenziando in questo momento non riguarda solo il rifiuto tal quale ma è fermo anche il ritiro della raccolta differenziata, cartone, vetro e plastica non vengono presi”.

Contrari alla riapertura della discarica di Albano ma non esattamente pronti alle barricate come il sindaco Pd del comune castellano, Massimiliano Borelli. I primi cittadini di Ardea e Marino, espressione del M5S come Virginia Raggi, condannano ma nello stesso tempo comprendono la scelta della sindaca di Roma, che nei panni di sindaca della Città Metropolitana ha deciso di stilare un’ordinanza per fare riaprire dopo cinque anni di inattività la discarica di Roncigliano per smaltire i rifiuti trattati della Capitale e scongiurare così l’emergenza sanitaria per la mancata raccolta dell’immondizia.


“L’ordinanza della sindaca dispiace, cercherò di fare in tutti i modi perché la discarica non venga riaperta perché quell’invaso è inquinato, sta provocando danni, non va utilizzato ma anzi bonificato. Però forse se fossi al suo posto mi troverei costretto a fare la stessa cosa – ha spiegato all’agenzia Dire il sindaco di Ardea, Mario Savarese – In quelle condizioni, quando hai una città sommersa dai rifiuti e devi tutelare la salute dei tuoi cittadini, devi scegliere il male minore e quindi usi la discarica che puoi usare. Mettendosi nei suoi panni, lei ha una città con più di 3 milioni di abitanti, da qualche parte la spazzatura la deve portare e l’unico sistema che ha è l’ordinanza”. La giunta Raggi avrebbe potuto provare negli anni a trovare una soluzione nel suo territorio? “Dentro Roma la vedo difficile, povera Virginia non vorrei essere nei suoi panni…- ha aggiunto Savarese – Forniremo un’ulteriore segnalazione dell’esistenza dell’agglomerato urbano Villaggio Ardeatino, che, rispetto alla discarica, si trova a una distanza inferiore di quanto previsto dalla legge però poi a decidere non saremo noi”.


Un po’ meno arrendevole nel ragionamento il sindaco di Marino, Carlo Colizza: “Comprendo l’emergenza ma scaricare ancora su Roncigliano non lo condivido assolutamente. Serve uno sforzo corale immediato perché non si può campare di ordinanze o sospendere situazioni che si erano radicate negli anni, come la fine di quella discarica. Spero che si tratti solo di una soluzione di brevissima durata perché è impossibile immaginare di ricominciare con Roncigliano“. Come il sindaco di Ardea, nemmeno quello di Marino è stato avvisato dalla Raggi di questa scelta: “Se avesse condiviso con noi questa cosa solo nell’emergenza sarebbe stato dequalificante rispetto ai rapporti politici”, ha commentato Colizza per poi aggiungere: “Il problema è questa mancanza di collaborazione. È necessaria una presa di responsabilità da parte di Regione e Comune di Roma, soprattutto con una maggiore presenza della prima. Quando non ci sono più vie di fuga esce fuori questo tipo di provvedimenti ma a colpi di ordinanza non si va da nessuna parte”.

DA ZINGARETTI PROROGA ALLO SMALTIMENTO A VITERBO

Il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, nelle prossime ore emanerà una nuova ordinanza che di fatto evita l’emergenza sanitaria a Roma per la mancata raccolta dei rifiuti. Infatti, il provvedimento, richiesto dal prefetto di Roma, Matteo Piantedosi, permetterà ad E. Giovi, proprietaria dei due tmb di Malagrotta, e probabilmente anche alla Saf di Colfelice (azienda che col suo tmb aiuta da tempo Roma) di smaltire gli scarti del trattamento nella discarica di Viterbo per una decina di giorni. Un atto che in sostanza produce due conseguenze: da una parte sventa il pericolo che dall’1 luglio E. Giovi non sia nelle condizioni di ritirare da Ama 3.400 tonnellate a settimana di sacchetti di immondizia e dall’altra fa da ponte fino a quando non entreranno a regime gli accordi sottoscritti dall’amministratore giudiziario dei due tmb di Malagrotta con sei discariche italiane fino alla fine dell’anno. Grazie alla possibilità di conferire nell’impianto di Viterbo, anche Saf dovrebbe proseguire col consueto intervento a sostegno del trattamento di una parte del talquale capitolino.

Nel corso della riunione col prefetto Piantedosi da più parti sarebbero arrivate critiche al Campidoglio per la sottovalutazione dell’ennesima emergenza e dell’assenza di provvedimenti. Probabilmente proprio per questo Virginia Raggi, nella sua veste di sindaca della Città Metropolitana, ha deciso di fare un’ordinanza per la riapertura della discarica di Albano. L’assessore ai Rifiuti del Lazio, Massimiliano Valeriani, avrebbe sottolineato l’atteggiamento contraddittorio dell’amministrazione 5 Stelle che da una parte chiede agli altri comuni del Lazio di prendere i rifiuti di Roma e dall’altra vuole che venga chiuso l’unico tmb di proprietà di Ama, quello di Rocca Cencia. Gli incontri al tavolo istituto dal prefetto di Roma saranno sempre più frequenti, per monitorare l’andamento della situazione dell’immondizia nella Capitale, il prossimo dovrebbe svolgersi tra una decina di giorni.

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