Roma, Saxa Gres: “Sampietrino perfetto per Roma, pronti a collaborare con Raggi”

Il presidente di Saxa Gres, azienda che produce sampietrini, è convinto che si tratti del prodotto giusto per le strade della città. "Lavoriamo tanto in Nord Europa ma se Virginia Raggi siamo pronti"
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ROMA – “Dobbiamo ringraziare il sampietrino“, soprattutto pensando a strade come quelle di Roma “che non sono state fatte per subire questo peso”. Francesco Borgomeo è il presidente di Saxa Gres, che circa un anno fa ha rilevato lo stabilimento ex Ideal Standard di Roccasecca: dai sanitari sono passati a produrre sampietrini, in gres porcellanato. Oggi la produzione è a pieno ritmo e si va verso il recupero fino all’ultimo posto di lavoro.

Ci sono tutte le caratteristiche per cui il progetto avrà successo in una città come Roma– ha detto Borgomeo alla Dire- Bisogna vedere quanto tempo ci mette. Oggi il nostro mercato è in Nord Europa. Qui, siamo in condizione di crisi, come sistema paese e città. Oggi è un mercato totalmente inespresso”. Se domani arrivasse una chiamata da parte di Virginia Raggi “mi sincererei che l’Amministrazione sia in grado di pagare, io gli stipendi a fine mese li devo assicurare. Ovviamente c’è la massima disponibilità a collaborare, a dare supporto. Iniziative già le stiamo facendo, siamo convinti che a Roma faremo quello che si può fare”.

Per realizzare i sampietrini, la ex Ideal Standard utilizza anche materiale di scarto: “Il problema delle strade di una città come Roma è il peso. È una città vuota sotto, deve essere alleggerita nei suoi pesi. Non c’è materiale di superficie che possa tenere tutto questo peso, che sta aumentando. Queste strade non sono state fatte per subire questi pesi”.

Per Borgomeo “dobbiamo ringraziare il sampietrino. È vero che ha creato tantissimi avvallamenti sulle strade, però il sampietrino, muovendosi, distribuisce il peso che altrimenti andrebbe sotto. Dove c’è asfalto le strade si spaccano, dove ci sono sampietrini, non si spaccano ma si muovono”

COSÌ ROSASECCA SI È RILANCIATA

Parafrasando una storica canzone italiana, dai rifiuti nascono i posti di lavoro. E non parliamo del settore specifico ma un discorso più in generale: “Il primo punto dell’economia circolare è la capacità di recuperare fabbriche dismesse” e di “mantenere la forza lavoro”. E di questi tempi è un qualcosa più unico che raro. Francesco Borgomeo è il giovane e intraprendente imprenditore romano salito alla ribalta in questi ultimi anni per aver rilevato fabbriche fallite, o quasi: le ha rimesse a nuovo, in qualche caso ha anche cambiato la natura delle stesse e le ha riportate nel pieno della produzione. Su tutte, spicca il recente lavoro fatto sulla Ideal Standard di Roccasecca, in provincia di Frosinone.

Nelle ultime settimane del 2017, infatti, il gruppo aveva annunciato la chiusura del suo stabilimento ciociaro, specializzato nella produzione di sanitari. Al suo interno lavorano 320 dipendenti ad alta specializzazione, esperti nella manipolazione delle ceramiche. Altri 150 circa lavorano nell’indotto. Tanti gli appelli per cercare di salvare lo stabilimento, che hanno portato ad una manifestazione di intesse proprio di Borgomeo nei primi mesi del 2018, con il suo gruppo di soci. Borgomeo ha già risanato stabilimenti in varie località d’Italia: l’ultima operazione risale al salvataggio della ex Ceramiche Marazzi Sud di Anagni, specializzato sempre nella produzione di ceramiche. Dopo due anni dalla rilevazione da parte di Borgomeo, lo stabilimento è stato riportato alla piena occupazione. Per Ideal Standard la trattativa si conclude con una intesa che prevede la cessione dello stabilimento al gruppo Borgomeo, il divieto di continuità nella produzione di sanitari a Roccasecca, la riconversione industriale, il mantenimento di tutti i sposti di lavoro. L’accordo viene siglato al ministero dello Sviluppo Economico negli ultimi giorni del governo Gentiloni.

Il progetto Grestone fa parte di un esperimento di economia circolare, che punta all’utilizzo come materia prima seconda, cioe materie prime ricavate da materiali di scarto, dalle ceneri da termovalorizzatore, opportunamente trattate, demineralizzate, interizzate, unite all’impasto. A distanza di poco più di un anno, lo stabilimento Grestone di Roccasecca produce regolarmente sampietrini, ha riportato al lavoro circa la metà delle maestranze nel pieno rispetto dei tempi e dei volumi sottoscritti a suo tempo con l’accordo al Mise, che prevedono il totale salvataggio dei circa 500 posti di lavoro tra diretti e indotto.

“Il primo punto dell’economia circolare è la capacità di recuperare le fabbriche dismesse- ha detto Borgomeo all’agenzia Dire-. Ma anche stabilimenti chiusi, con modelli produttivi superati e costi e materie prime ed energia alti”. L’economia circolare “permette di iniziare dal recupero delle fabbriche dismesse, ridisegna processi produttivi. Con questa nuova veste si torna a una grande competitività”. Il caso della Ideal Standard “è esemplare”, importante è stato “recuperare un know-how straordinario di ceramisti”.

Nella realizzazione dei sampietrini si lavora con l’utilizzo di materiale di scarto, trasformato in risorsa: “I rifiuti sono una miniera di materie prime che ridanno competitività alle fabbriche. A proposito della scelta del prodotto, entra in campo il rischio d’impresa, coraggio e visione. Visto che la riduzione delle pietre corrispondeva a un aumento del consumo delle stesse, serviva qualcosa per soddisfare il mercato. Il gres porcellanato, ha caratteristiche straordinarie dal punto di vista tecnico. Immagino la componente antiscivolo. Ha performance superiori a quelli della pietra”.

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28 Giugno 2019
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