VIDEO | A Napoli corteo in mare per un Mediterraneo di pace

Marmorale (assessora comunale alla Coesione sociale e ai Diritti di cittadinanza): "Occupiamoci di chi muore per sopravvivere"
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NAPOLI – “È una manifestazione che si terrà nello specchio d’acqua del golfo di Napoli, avrà un concentramento al largo delle acque del Molosiglio alle 10.30. Abbiamo invitato chiunque abbia già un’imbarcazione, chiunque abbia voglia o possa fittarne una, un natante di qualsiasi natura: canotto, gozzo, kayak, pedalò, canoa“. Così alla Dire Laura Marmorale, assessora comunale alla Coesione sociale e ai Diritti di cittadinanza, presenta il corteo ‘Napoli, un mare di pace’ organizzato dal Comune e che domani, sabato 29 giugno, attraverserà il golfo partenopeo per affermare che il Mediterraneo è luogo di incontro, di incrocio, di contaminazione, di pace.

Il corteo, prosegue, “attraverserà una parte significativa del golfo, costeggerà il Castel dell’Ovo, arriverà a Colonna spezzata e a palazzo donn’Anna, per poi tornare indietro. Al largo di rotonda Diaz incontreremo anche tutte quelle imbarcazioni che vengono da Nisida, Bagnoli, Pozzuoli”. A partire dalle 19, poi, ci sarà un concerto al Maschio Angioino – illuminato di blu dal 20 giugno in occasione della Giornata mondiale del rifugiato – dal titolo emblematico ‘Music beyond borders – Musica oltre i confini’. L’ingresso sarà gratuito e sul palco si esibiranno Les Amazones d’Afrique – Mamani Keita (vocal) – Ahoue´fa “Fafa” Ruffino (vocal) – Mamounata “Kandy” Guira (vocal) – Franck Baya (drums) – Salif Kone (guitar) – Nadgib BenBella (Turntable/serato) – Gre´goire Huge´ – TM / FOH Alessandro Mancuso Pulcinella e Mamma Africa (Brunello Leone e Ibrahim Drabo) Orchestra dei Braccianti di Terra! Onlus Marzouk Mejiri e la sua Fanfara Station. La giornata di domani sarà un modo simbolico per “riprenderci il mare” e per “riaffermare, con una giornata importante piena di gente, che il mare – rimarca Marmorale – è aperto, è simbolo di vita, di socialità, di incontro, di aggregazione” e per rifiutare l’idea “di un mare come tomba collettiva, come momento di morte, di rischio di separazione e di segregazione”. Napoli “è una città di mare, lo è sempre stata, e il mare ha sempre fatto in modo che Napoli fosse una città meticcia che ha imparato nella sua lingua, nei suoi usi, nei suoi costumi, nel suo cibo, a riconoscere e a conoscere culture e civiltà differenti: questo è un patrimonio culturale ci portiamo dentro e che vogliamo restituire anche all’Europa, al resto della città d’Italia e del Mediterraneo in un abbraccio ideale”. Proprio per questo “abbiamo invitato i sindaci e che invitiamo tutte le persone che già a gennaio scorso ci hanno dato disponibilità e sostegno ad unirsi a noi in una giornata che sarà sicuramente simbolica, ma simbolicamente importante”. L’appello dell’assessora Marmorale è rivolto a tutti i cittadini perché domani mattina “è importante partecipare perché, indipendentemente dai problemi che tutte le città vivono, indipendentemente dalle necessità di soluzioni che si devono trovare perché la cittadinanza tutta viva in maniera civile e dignitosa, è importante non voltarsi dall’altra parte e assumersi, tutti, la responsabilità – conclude – di chi, per sopravvivere, rischia la morte”.

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28 Giugno 2019
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