Sudan, l’Ue sotto accusa per i fondi ai ‘diavoli a cavallo’

Da Khartoum a migranti, figura chiave sarebbe generale Hemedti
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ROMA – Europa sotto accusa per un ex venditore di cammelli. Non un commerciante qualunque ma il capo dei temutissimi janjaweed, i “diavoli a cavallo” che incendiavano i villaggi del Darfur e che ora – come Forze di intervento rapido – sparano sui dimostranti che a Khartoum chiedono un governo guidato da civili.

La protesta, con lettera-appello al presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, e’ stata firmata da decine di associazioni sudanesi ed eritree. Convinte che attraverso i programmi Ue di “esternalizzazione delle frontiere” l’ex cammelliere (generale) Mohamed Hamdan Dagolo detto Hemedti continui a ricevere milioni di euro.

Lui, incurante dell’accusa di aver fatto sparare sulla folla e lanciare decine di cadaveri da un ponte sul Nilo, lo ha appena confermato: “Proteggiamo gli europei dall’arrivo di milioni di migranti irregolari; lavoriamo per conto degli europei, difendiamo la loro sicurezza nazionale”.

Ma potrebbe non essere finita qui. Il 6 luglio la Casa Bianca dovra’ rispondere a una petizione che ha raccolto in pochi giorni migliaia di firme: la richiesta e’ che Hemedti sia inserito nella lista globale dei “terroristi”.

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28 Giugno 2019
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