domenica 11 Ottobre 2026

Medio Oriente, Francia e Indonesia s’impegnano: entro giugno lo Stato di Palestina

Prabowo ha assicurato che, quando Israele riconoscerà la Palestina, "l'Indonesia sarà pronta a riconoscere Israele e a stabilire relazioni diplomatiche"

Credits: Prabowo Subianto/Instagram

ROMA – Il presidente francese Emmanuel Macron e il presidente dell’Indonesia Prabowo Subianto da Giacarta lanciano l’impegno al riconoscimento internazionale dello Stato di Palestina, che nelle intenzioni di Macron dovrà avvenire nel quadro della conferenza promossa a giugno con l’Arabia Saudita alle Nazioni Unite. L’annuncio avviene nel corso di una missione del capo dell’Eliseo, che sceglie così di fare squadra con il primo Paese al mondo per popolazione di fede musulmana. Il progetto politico, come hanno affermato i due leader, si fonda sul “mutuo riconoscimento tra Israele e Palestina” a partire da “una road map” che promuova “una dinamica” che porti al “riconoscimento dello Stato di Palestina da parte di tutti i Paesi con garanzie di sicurezza per tutti”. L’iniziativa potrebbe tradursi in un passo in avanti anche per la diplomazia di Tel Aviv, dal momento che l’Indonesia non ha mai riconosciuto ufficialmente Israele. Prabowo ha infatti assicurato che, quando Israele riconoscerà la Palestina, “l’Indonesia sarà pronta a riconoscere Israele e a stabilire relazioni diplomatiche”. Quindi ai giornalisti ha aggiunto: “La soluzione dei due Stati e la libertà della Palestina sono l’unica via per una vera pace”; “Dobbiamo riconoscere e garantire i diritti di Israele come Paese sovrano, che devono essere rispettati e la cui sicurezza deve essere garantita”.

I due leader hanno poi affermato la propria ferma opposizione al piano israelo-statunitense di “sfollamento forzato della popolazione palestinese” dalla Striscia di Gaza. La visita di Macron, che sarà ricambiata da Prabowo a Parigi in occasione dei festeggiamenti nazionali del 14 luglio, ha permesso anche di rilanciare la cooperazione in ambito di difesa ed energia. Secondo Radio France internationale, Macron ha assicurato che la visita apre prospettive di vendita di “sottomarini Scorpène, Rafale e corvette leggere”. Siglato poi un contratto dalla società mineraria Eramet, già presente in Indonesia, per lo sfruttamento di nichel e altri metalli di cui il Paese è ricco. L’incontro giunge all’indomani di incidenti presso il centro di distribuzione israelo-statunitense di aiuti umanitari a Rafah, nel sud di Gaza, preso d’assalto da centinaia di persone che da quasi tre mesi subiscono il blocco totale alle importazioni di beni essenziali. Philippe Lazzarini, direttore dell’agenzia Onu per i profughi palestinesi (Unrwa), è tra le voci critiche del nuovo meccanismo: “La crisi a Gaza”, ha detto, “non può essere affrontata trasformando gli aiuti umanitari in armi, esercitando pressioni politiche e militari. Gli aiuti devono essere portati a Gaza senza ostacoli”. Ancora sul piano internazionale, ieri il governo dell’Irlanda ha adottato un disegno di legge che vieta l’ingresso di “prodotti israeliani provenienti da insediamenti illegali nella Cisgiordania occupata e da Gerusalemme Est”. La norma, che attende il via libera del parlamento, secondo il primo ministro Micheal Martin è “un atto simbolico” che segue il riconoscimento ufficiale dello Stato palestinese dello scorso anno e che punta inoltre a “massimizzare la pressione” per “ottenere un cessate il fuoco”.

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