ROMA – L’Italia è un “partner attivo” nell’evoluzione politica della Somalia, forte di relazioni “antiche e uniche nel panorama internazionale”, che vedono il Paese africano tra quelli “prioritari per la politica estera italiana”: lo afferma l’ambasciatore italiano a Mogadiscio, Pier Mario Daccò, intervenendo al webinar ‘Somalia Rising: Lezioni dal passato, visioni per il futuro’, organizzato dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) e dall’ambasciata d’Italia a Mogadiscio, in occasione del Festival Asvis 2025. Il presente è segnato dagli effetti di anni di guerra civile, che non può dirsi ancora conclusa. Il gruppo armato degli Shebaab – che tra ispirazione all’islam radicale legato adl Al-Qaeda – da oltre quindici anni continua a condurre attacchi contro obiettivi civili e militari, con l’obiettivo di rovesciare il governo federale di Mogadiscio e prendere il potere. L’ultimo assalto è di domenica 18 maggio, quando un combattente si è fatto esplodere accanto alla fila di giovani che attendevano di entrare nel centro di reclutamento della base militare di Damanyo, a Mogadiscio. Almeno 13 le vittime, tra cui anche degli adolescenti.
Martedì 21 maggio, l’Agenzia per la sicurezza nazionale somala (Nisa) ha fatto sapere di aver condotto sei raid aerei contro “obiettivi dei combattenti” nella regione di Hiran, nel centro del Paese, dove sarebbero stati uccisi 45 membri del gruppo tra cui uno dei leader che le autorità ritengono responsabile di diversi attentati a Mogadiscio nel 2023. All’insicurezza si aggiungono gli effetti dei cambiamenti climatici – l’Onu avverte che la siccità degli ultimi cinque anni è stata la peggiore in 40 anni, insieme a potenti inondazioni – e pesano anche i tagli agli aiuti stabiliti dall’amministrazione Trump. Ancora l’Onu riferisce che nel 2025 è stato finanziato solo il 12% dell’1,4 miliardi di dollari necessari a rispondere ai bisogni delle popolazioni. In questo quadro, l’Italia resta un partner affidabile, come continua l’ambasciatore Daccò: “La strategia della nostra cooperazione punta a valorizzare la capacità somala di partecipare e rafforzare ai processi di ricostruzione politica e socio-economica”, a livello tanto “federale quanto regionale”, con la prospettiva di una “Somalia stabile, inclusiva e autosufficiente”. Ne è un esempio il programma bilaterale ‘Verso la pace e la stabilità in Somalia’ (‘Towards Peace and Stability in Somalia’, Tpss), che pone “le basi per la cooperazione diretta e fiduciaria tra i due governi”. Un’evoluzione che, secondo l’ambasciatore, “appare molto coerente con il Piano Mattei, con cui l’Italia promuove il modello basato sullo sviluppo locale dei Paesi africani”.
A questo si aggiungono interventi in settori specifici, come quello educativo, attraverso il rilancio dell’Università nazionale somala, distrutta dalla guerra, che è stata riaperta nel 2014. “Anche l’Italia ha dato il suo contributo”, informa Daccò, “tramite un programma co-finanziato dal ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale e Aics, a cui ha contribuito l’Università di Roma Tre, per la creazione di un imponente archivio digitale per rendere accessibile una incredibile mole di documentazione presente negli archivi italiani somali”, consistente in “atti giuridici e amministrativi somali, dagli anni Cinquanta fino al 1989 del secolo scorso”. Un corpus normativo che “compone ancora l’ossatura del sistema giuridico somalo, diventato irreperibile a causa della guerra civile, come buona parte del patrimonio archivistico”. Secondo l’ambasciatore, è degna di nota anche la “donazione alla biblioteca dell’Università di Mogadiscio di 2mila volumi in lingua somala”, nonché l’avvio di “corsi di lingua italiana anche negli atenei privati di diverse città”, un intervento rafforzato grazie al “rafforzamento dei programmi radio e tv in lingua italiana grazie alla collaborazione tra la Rai e la tv nazionale somala”.
Daccò sottolinea poi la collaborazione sanitaria: “Alle attività di cooperazione si aggiungono programmi di formazione specifici per il personale locale, sostenuti anche attraverso borse di studio per corsi di alta e altissima specializzazione”. L’Italia, continua l’ambasciatore, “sostiene anche i progetti multilaterali”. Tra questi, figurano “quelli di Unido e Unione europea per lo sviluppo agricolo e il supporto alle imprese attraverso la rete delle camere di commercio e industria somale. Contribuiamo poi al bilancio di numerosi progetti delle agenzie Onu, tra cui Unicef, Fao, Ifad , Wfp”. Infine, Daccò pone l’accento sul “contributo italiano alla stabilizzazione della Somalia attraverso le missioni europee di addestramento delle forze di sicurezza somale”, ambito in cui l’Italia promuove anche “interventi bilaterali”. L’ambasciatore aggiunge: “Stiamo concludendo un accordo di polizia e anche di formazione mirata alle scuole nazionali per la pubblica amministrazione”.




Aggiungi Dire.it alle tue fonti preferite su Google

